TODESSTOß
"Wuermer Zu Weinen"
Eisenwald Productions (2005)

TRACKLIST
01. Barfuß Auf Knochen
02. Aasgefasel
03. Würmer Zu Weinen Oder Vom Lebenshunger
04. Monotonie Der Wunden
05. In Stillen Wassern

DURATA
44:38 min

 

Si riaffacciano sul nuovo anno anche i tedeschi Todesstoß, che a due anni dal loro ultimo full-lenght, ne pubblicano un altro proprio all'inizio di quest'anno, se si escludono le varie Demo e i vari Split che sono progetti fini a sè stessi, dal titolo "Wuermer Zu Weinen".

Sostanzialmente quello che devono sapere coloro che vorranno approcciarsi al disco, è che rispetto ai loro lavori passati non è cambiato niente. Non che il lavoro risulti deficitario, anzi (I più affini al Depressive lo troveranno molto valido) non delude le aspettative e può essere tranquillamente un lavoro solido e vincente. Le sonorità sono sempre le stesse, come anticipato poc'anzi. Tempi molto cupi e lenti, uno Screaming al limite del grottesco, crudo e straziante aleggia per tutto l'album, in un'atmosfera di morte e desolazione. "Barfuss Auf Knochen", la traccia che apre il disco, è il giusto biglietto da visita per un album che sostanzialmente non raggiungerà picchi qualitativi astrusi nell'incedere delle tracce, ma non soffrirà nemmeno di alcun tipo di calo dal punto di vista tecnico/emotivo. Il limite di questa band è che difficilmente potrà attrare ascoltatori che non amano il Depressive, nonostante piaccia molto ai non profani a questo genere. Le atmosfere riportate in questo album infatti creano una gamma di suoni che annienta l'ascoltatore, lo rende un tutt'uno con l'album che sta ascoltando, e lo avvolge da un alone di angoscia che non lo abbandonerà prima della fine del disco. Un lavoro per pochi, ma che non deluderà gli stessi. Un lavoro che farà storcere il naso a tutti gli altri, ma che in fondo ha un obiettivo e lo raggiunge. Senza strafare, senza voler sperimentare, semplicemente riportando quello che è il loro odio per la vita in musica e facendolo nella maniera in cui ormai lo fanno da anni, e più che bene.

autore: Morbid

CREW'S TOMBSTONES

KarmaKosmik
[...] Non è mai facile avvicinarsi ad un lavoro di Martin Lang, dove il confine tra esplorazione della follia umana e presa in giro è molto labile. Fiero rappresentatore di immaginari sonori, devastati da manicomi decadenti ed incubi notturni, il cui ostinarsi ad utilizzare impianti sonori low-fi ed a pubblicare lavori destinati a pochi amici intimi, sono tra le cause principali dello scarso interesse ricevuto dagli appassionati di depressive & similia nel corso degli anni. Rispetto al precedente lavoro "Stilldichein", più che puntare sui classici riffs lenti ed arpeggiati del genere, Mr. Lang cerca una nuova via sonora tramite l'abbondante utilizzo di chitarre armonizzate in maniera molto strana, che direi quasi acida, mentre la voce si divide tra declamazioni invasate e urla isteriche come da copione. Insomma, un disco più sperimentale e spettrale, decisamente meno depressivo e degradato, ma forse poco riuscito ed ispirato. [...]