LYRINX \ ELYSIAN BLAZE \ D.O.R.
"Universal Absence"
Insidious Poisoning Records (2008)

TRACKLIST
01. Expect The End (Lyrinx)
02. Astral Collapse (Lyrinx)
03. Universal Negatività (Lyrinx)
04. Black Hole Euphoria (Elysian Blaze)
05. Funeral Of The Sun (D.O.R.)
06. Death Overcomes Reality (D.O.R.)
07. Testimony Of Decadence (D.O.R.)
08. Dreamwalk (D.O.R.)

DURATA
76:43 min

 

Split a tre da tenere d’occhio per tutti gli amanti delle sonorità più malinconiche e strazianti: tre gruppi per un’ora e un quarto di buon livello, con alcune conferme e qualche sorpresa. Aprono gli inglesi Lyrinx che, a breve distanza di tempo dallo split con Austere, tornano con tre pezzi di buona fattura e dimostrano i progressi sperati. Il sound è compatto, efficace e molto inquadrato; il songwriting è di abbastanza articolato, molto “suonato” e ben bilanciato; anche se non mancano alcuni momenti un po’ forzati e alcune lungaggini eccessive. In ogni caso i tre pezzi si mantengono su buoni standard, non prendendosi mai troppi rischi e giocando sul sicuro con soluzioni standard per il genere; a impreziosire il tutto anche una prova vocale leggermente monocorde ma decisamente valida. Tutto è messo al punto giusto ma forse un po’ di ferocia in più non avrebbe guastato; questo anche al fine di valorizzare maggiormente l’impatto emozionale dei brani.
In attesa del nuovo full, Elysian Blaze ci propone una piccola anticipazione con i dodici minuti di “Black Hole Euphoria”. Il brano è asfissiante, malato e pesantissimo. Un macigno Black/Doom dall’incedere lento e ricco di negatività. Il songwriting è ridotto al minimo per puntare tutto sulle atmosfere terribili del brano: operazione riuscita, ma per il futuro sarà lecito aspettarsi qualcosa in più in questo senso; altrimenti il rischio di scambiare la “semplicità” con la “mancanza di ispirazione” rischia di diventare alto. Pezzo davvero ostico e affascinante, da maneggiare con cautela.
Chiudono i portoghesi D.O.R. autori di una buona prova, un po’ di maniera, ma molto onesta e senza grosse sbavature. La loro proposta è un Black Metal cadenzato e triste, dal suono molto pieno e ricco e che non disdegna anche qualche accelerazione. I brano sono tutti molto “suonati” e puntano molto sulla qualità dei riff piuttosto che sull’aspetto più puramente atmosferico/emozionale. La prova vocale è sufficiente ma un po’ anonima e monocorde. Per il resto i pezzi scorrono abbastanza bene nonostante il minutaggio elevato: questo grazie soprattutto a una bella varietà di riff incastrati in un songwriting non elementare. Manca comunque ancora qualcosa a livello di personalità per permettere al gruppo di distinguersi rispetto ai tanti esponenti del genere. Il risultato finale è in ogni caso è da tenere in considerazione e i passaggi di “Testimony Of Decadence” o “Death Overcomes Reality” possono fare diverse vittime.

Disco senza dubbio interessante questo “Universal Absence”, i cultori delle sonorità sopra descritte si facciano avanti perché il risultato è pressoché garantito. Infatti, pur mancando qualche “picco” qualitativo, il livello medio è buono e non ci sono cadute di stile in nessun brano. Resta comunque un’ uscita abbastanza settoriale, in quanto priva di quelle caratteristiche di eccellenza in grado di poter conquistare anche un utenza un po’ meno specializzata.

autore: IntoTheBlack