ABIGOR
"Opus IV"
Napalm Records (1996)

TRACKLIST
01. Crimson Horizons And Ashen Skies
02. Eerie Constellation
03. Mirages For The Eyes Of The Blind
04. A Breath From Worlds Beyond
05. The Elder God (My Dragon Magic)
06. Dimension Of Thy Unforgiven Sins, Part 1
07. Dimension Of Thy Unforgiven Sins, Part 2
08. Spektrale Schattenlichter

DURATA
42:26 min

 

Il trittico superlativo inanellato dagli austriaci Abigor con i primi tre lavori ha sempre stupito il sottoscritto: folgorato dal debut album, mai avrei pensato che la band fosse capace non dico di migliorarsi, ma perlomeno di restare sullo stesso ottimo livello. E invece gli Abigor che arrivano a questo "Opus IV", quarto disco della loro storia, si presentano a questo importante appello forti del fatto di non aver sbagliato un colpo. Ed è forse proprio ora che la band entra nel tunnel della normalità, imboccando la direzione che li ha poi portati ad uno scioglimento che non mi sembra abbia fatto strappare i capelli a tanti fan.

Non voglio certo dire che "Opus IV" è un lavoro scadente, ma non si può negare il distacco dal precendente percorso musicale (neanche troppo lontano, se pensiamo che la prima parte dell'album è registrata nell'anno in cui è uscito "Nachthymnen") che aveva reso la band in un certo qual modo unica. Tutte le caratteristiche e gli elementi caratterizzanti il sound si violento ma anche epico, medioevale e atmosferico degli Abigor, qui vengono quasi totalmente a mancare. Colonna portante del lavoro è la violenza sonora, basata su ritmi indemoniati di batteria e muro chitarristico roboante, basta ascoltare la prima parte dell'album con i primi 4 pezzi racchiusi con il sottotitolo "Horns Lurk Beyond The Stars". Sembra che l'intento della band sia quello di creare una sorta di caos cosmico sonoro strettamente connesso con alcuni dei nuovi titoli come "Eerie Constellation", e limitare le concessioni atmosferiche a sporadiche apparizioni di tastiera. Preso nel complesso, l'assalto è mortalmente distruttivo, e in poco più di 21 minuti gli austriaci radono al suolo tutto quanto. Sugli scudi il drummer di T.T. che raggiunge attimi di violenza pura, mentre le chitarre di Peter sono Abigor al 100% come stile e suoni, anche se stavolta utilizzate per finalità differenti.

La seconda parte dell'album, identificata con il sottotitolo "Blut Aus Aeonen", è nettamente più vicina alla produzione antecedente, visto che le atmosfere portano direttamente ai primi lavoro, tanto che mi viene da pensare che forse i pezzi sono stati creati insieme a quelli che sono poi finiti su "Nachthymnen", nonostante sulle note all'interno del booklet risultino essere quelli registrati più recentemente. Anche qui 4 pezzi basati su ritmiche indiavolate e chitarre massacranti, ma tornano le tastiere, il flauto, le chitarre acustiche, un sapore dei riff più epico.

Questa netta divisione stilistica del materiale presente mi fa pensare che questo album è nato in un momento in cui gli Abigor si sono trovati ad un bivio che li ha messi dinanzi ad una scelta: proseguire sui vecchi sentieri e riciclarsi o andare avanti verso la nuova direzione. Il risultato è da "un piede in due staffe", e credo sia stato necessario per la band per prendere una decisione più netta, che può essere apprezzata nel lavoro successivo. A conti fatti questo album rimane comunque un prodotto bello, che si lascia ascoltare volentieri ancora dopo tanti anni, forse l'ultimo segnale di quelli che io amo definire i veri Abigor.

autore: Ceska Zurivost

CREW'S TOMBSTONES

KarmaKosmik
[...] Opus IV" è decisamente un lavoro che lasci interdetti a prescindere, vista la particolarità del suo formato. Molti addirittura vedono in questa opera l'inizio della fase discedente del combo austriaco, ed in parte mi accodo anche io a questo pensiero. Non tanto per la qualità dei brani, che più o meno stanno tutti sulla sufficienza, ma per la battuta di arresto nell'evoluzione della band. La prima parte "Horns Lurk Beyond the Stars"potrebbe benissimo far parte di "Verwustung", mentre "Blut Aus Aeonen"sembrerebbe la seconda puntata dell' EP "Orkblut". A parte questi discorsi, ci sono buoni spunti sparsi in tutto il disco, niente di imperdibile sia chiaro, ma ritengo che "Opus IV" sia la definitiva chiusura del periodo d'oro della storia degli Abigor, e come canto del cigno il suo reperimento mi sembra d'obbligo [...]

Horn
[...] Opus IV, all'epoca dell'uscita, rappresentò per il sottoscritto più di una mezza delusione. Album piuttosto tirato e "indiavolato" ma con pochi spunti atmosferici che facevano la vera differenza tra un gruppo black metal qualsiasi e gli Abigor. Col senno di poi è logico intuire che non siamo di fronte ad un fallimento, ma senza dubbio, con la pubblicazione di questo album, qualche ingranaggio nel gruppo austriaco è saltato [...]