Non ho mai capito perchè il progetto Abyssic Hate è considerato il padre del depressive black metal. Non posso negare che Rout ha raggiunto uno stato di culto e di venerazione enorme solo con un album completo, e non sarò io a mettere in dubbio l'ottima qualità di tale release, ma musicalmente non ho mai ritenuto questo progetto depressive, visto che la proposta della one man band australiana è parecchio lontana da quelli che sono i canoni di questo sottogenere così in voga di questi tempi.
La tedesca No Colours a questo giro merita gli applausi, perchè questa compilation rende disponibile materiale che Merita con la m maiuscola di essere disponibile per tutti gli amanti della musica nera di qualità. E in un sol colpo ci troviamo ad avere il debut demo, l'ottimo ep "Eternal Damnation" e il demo "Betrayed", rilasciato poco prima dell'uscita di "Suicidal Emotions". Canzoni che valgono come oro puro alle mie orecchie, dove le lezioni di Darkthrone e Burzum vengono apprese in maniera completa e riproposte in maniera eccellente: derivati si, ma con gusto e con le palle. In pochi secondo me sono riusciti a cogliere, e riproporre, gli spunti dei padroni norvegesi all'interno di canzoni che lasciano il segno come quelle contenute in questo cd, e Abyssic Hate sale di diritto sul podio insieme ai Maniac Butcher (solo chi ha le orecchie foderate non si accorge di alcune somiglianze tra le due band).
Ma andiamo per gradi. Il cd si apre con il demo "Cleansing Of An Ancient Race", 6 pezzi più intro di puro black metal. Un lavoro vorticoso, dove (tante) parti veloci alla "Under A Funeral Moon" si alternano a mid tempo burzumiani carichi di feeling. Difficile trovare un riff brutto all'interno delle canzoni: ovviamente gli schemi e certe melodie sono totalmente in linea con quanto già sentito da altri, ma l'ascolto risulta vincente sotto tutti i punti di vista. "From An Unknown Plane Of Existence" e "Damned To Eternity" sono i picchi di questo demo, sorretti da tematiche interiormente negative ma che non disdegnano secchiate di odio verso la società attuale. Non a caso il feeling generale del demo è più indirizzato verso l'odio totale che verso situazioni più intimiste, e la distruttiva "Tarrasque" ne può essere un ottimo esempio. Ben suonato e ben prodotto, questo demo fu rilasciato in 100 copie e fece ottenere ad Abyssic Hate dei feedback molto incoraggianti che portò parecchi richieste dall'Europa, dove all'epoca il black metal era in esplosione totale (1994). Non è un caso se il demo fu utilizzato come parte del famoso split cd con i Det Hedenske Folk.
A seguire abbiamo le tracce che compongono il mcd "Eternal Damnation", al tempo rilasciato dalla Darker Than Black di Mobus e da subito di difficile reperimento. Per quanto mi riguarda, basta l'opener "Knight Of The Living Dead" per considere questo mini enorme. Il riff lacerante che parte dopo le strofe cantate è tagliente come i coltelli tanto amati dagli autolesionisti, questo è BLACK METAL cazzo, pure odio nero in musica che prima vi trafigge l'animo, e poi ve lo schiaccia con il mid tempo centrale, inesorabile come una pressa. Le tracce successive si assestano bene o male tutte allo stesso livello, sorrette da ritmiche ignoranti e riff odiosi, su tutti quello centrale di "Attack!". Un ep nonostante tutto potente e violento, in cui le concessioni atmosferiche sono relegate a saltuari momenti di pausa, mai eccessivamente lenti però. La presenza di una cover degli Absurd è la conferma di una certa sensazione di appartenenza del progetto a zone politiche destrorse, supportata da certi titoli e certe frasi presenti nel booklet.
A chiudere il lavoro troviamo la lunga track "Betrayed" (uscita su una compilation dell No Colours e su tape per il solo mercato australiano), il primo segnale del nuovo andamento stilistico che ha portato poi a "Suicidal Emotions". Le ritmiche mid tempo e lente prendono il sopravvento, le chitarre si fanno ampie e dipingono melodie malinconiche, disperate, dolorose, sempre in un contesto grezzo e oscuro però. Quasi 12 minuti di autolesionismo puro, dove la solitudine non è totale solo per via della presenza del coltello, abbandonati verso una fine lenta ed inesorabile. Il break centrale è qualcosa di stupendo, sembra quasi di toccare con mano il concetto di solitudine, una solitudine non dolorosa ma quasi dolce, avvolgente. Quasi 12 minuti di sofferenza che passano senza mai risultare tediosi o annacquati.
Credo sia doveroso da parte nostra possedere queste uscite, e questa raccolta è quindi ottima per raggiungere tale scopo. Qui si concentra quasi tutto ciò che ha portato ad essere Abyssic Hate uno dei progetti più conosciuti della scena, un passato fatto di grande musica e sublimi atmosfere. The demon is coming...now!
autore: Ceska Zurivost