ABSU
"Absu"
Candlelight Records (2009)

TRACKLIST
01. Between The Absu Of Eridu & Erech
02. Night Fire Canonization
03. Amy
04. Nunbarshegunu
05. 13 Globes
06. ...Of The Dead Who Never Rest In Their Tombs Are The Attendance Of Familiar Spirits Including: A.) Diversified Signs Inscribed ; B.) Our Earth of Black; C.) Voor
07. Magic(k) Square Cipher
08. In The Name Of Auebothiabathabaithobeuee
09. Girra's Temple
10. Those Of The Void Will Re-Enter
11. Sceptre Command
12. Ye Uttuku Spells
13. Twix Yesterday, The Day & The Morrow

DURATA
53:47 min

 

Ritengo che questo ritorno degli Absu dopo parecchi anni di silenzio sia sicuramente uno dei grandi eventi di questo anno. Avevo già preannunciato, nelle precedenti recensioni sul combo texano, che l'unico superstite della line-up che registrò "The Sun Of Tiphareth" presente su questo come-back sarebbe stato Proscriptor, il quale, dopo diversi anni incentrati sul suo progetto ambient Equimantorn, decise nel 2007 di riesumare il nominativo Absu. Assoldati due sconosciuti, tali Aethyris MacKay (chitarra, basso e synth analogici) e Vastatur Terrarum (basso & synth), la band firma un contratto con la Clandlelight, e scalda i motori con uno split 7" in compagnia degli sconosciuti Rumpelstiltskin Grinder. In seguito Vastator Terrarum viene sostituito con l'attuale chitarrista Zawicizuz, e registrando con questa line-up di tre elementi questo come-back "Absu". Sebbene molti fans di vecchia data sperassero ad un ritorno ai tempi di d'oro del mai dimenticato "The Sun Of Tiphareth", Proscriptor rompe quasi subito gli indugi affermando che il nuovo lavoro avrebbe portato avanti il sound ottenuto su "Tara".

"Absu" porta avanti il passaggio verso il thrash metal iniziato con la precedente release, mostrando una band assolutamente solida dal punto di vista tecnico, nel quale il vertiginoso incedere delle chitarre risulta essere la base stessa del sound di questi nuovi Absu. Forti di una produzione assolutamente potente e cristallina, nel quale la voce stridula di Proscriptor riesce ad ottenere la giusta vetrina, al contrario invece di quanto accadde su "Tara", il gruppo texano preme sull'accelletore fin quasi a romperlo. Non c'è un attimo di tregua in tutti i cinquanta minuti di durata del disco, Aethyris McKay e Zawicizuz macinano riffs su riffs, Proscriptor rinuncia ormai quasi del tutto al suo stile unico e fantasioso dietro le pelli, in favore di parti più quadrate e moderne. C'è da dire che vanno talmente sparati che in certi casi ho avuto l'impressione di aver messo su uno degli ultimi dischi dei Cryptopsy.

Chi di voi abbia già letto la precedente recensione di "Tara", ricorderà bene come il sottoscritto non abbis ben accettato il completo passaggio al thrash avvenuto in quel disco, per cui potete ben immaginare con quale prevenzione mi sia potuto avvicinare all'ascolto di questo disco. Eppure "Absu" non mi è dispiaciuto. Sarà la nuova linfa portata dai nuovi membri, sarà la volontà "reale" di voler riportare in auge il nome della band, ma il disco gira piuttosto bene. I vari pezzi sono ben studiati, sebbene le prime quattro tracks rappresentino il top della release, e c'è anche spazio per qualche esperimento con i synth, psichedelici nella seconda parte di "...Of The Dead Who Never Rest In Their Tombs Are The Attendance Of Familiar Spirits ", con ospite al synth David Harbour (un ex-King Diamond), ed ambient come nella parte centrale di "Those Of The Void Will Re-Enter". Nel tentativo di chiudere il cerchio (o i conti) con il passato la chiusura di "Absu" è affidata ad una breve traccia ambient di Equitant, "Twix Yesterday, The Day & The Morrow". Insomma, non sarà un capolavoro è vero, ma quello che ci troviamo di fronte è sicuramente un signor disco, e poi come fare a restistere alla sua splendida copertina?

autore: KarmaKosmik