AUSTERE
"To Lay Like Old Ashes"
Eisenwald (2009)

TRACKLIST
01. Down
02. To Fade With The Dusk
03. This Dreadful Emptiness
04. To Lay Like Old Ashes
05. Just For A Moment…
06. Coma II

DURATA
54:41 min

 

Dopo diverse uscite di ottimo valore, giungono al secondo album gli australiani Austere: “To Lay Like Old Ashes” ha quindi il compito di dare continuità all’evoluzione intrapresa dal gruppo con le uscite successive all’album di esordio, senza perdere però i tratti peculiari della musica di questo progetto.
I brani contenuti nei due split usciti nel 2008 rappresentano una chiave di svolta per il gruppo, in quanto summa del loro modo di intendere il Black Metal, grazie a canzoni ispirate e una produzione ottimamente bilanciata. Speravo quindi in un album che sostanzialmente ripercorresse quelle coordinate stilistiche, stabilizzandole, confermandole e facendo così in modo di ottenere un ennesimo lavoro da tramandare. Gli Austere invece decidono di non prendersi nemmeno un attimo di pausa e proseguono senza sosta nel loro processo evolutivo, amplificando e aumentando i nuovi elementi già parzialmente apparsi nei lavori in coppia con Lyrinx e Isolation. Il risultato è un album coraggioso, a tratti davvero splendido ma con alcuni difetti.

Dopo una breve introduzione, “To Fade With Dusk” apre il disco con sette minuti abbondanti di ottima musica, ben suonata e ricca delle atmosfere care al gruppo. Uno degli appunti mossi all’album d’esordio erano sicuramente dei suoni molto evocativi, ma anche piuttosto limitanti. Da subito si nota come ora invece la produzione sia molto ricca e cristallina; questo purtroppo priva le note del gruppo di quel pizzico di ferocia che li ha contraddistinti in passato. Al contrario ci permette però di apprezzare l’ottimo lavoro di arrangiamento delle chitarre e di una sezione ritmica molto dinamica ed efficace.
La bellissima “This Dreadful Emptiness” comincia ad offrire diverse novità: un songwriting decisamente più elaborato e vario, arrangiamenti curati, arricchiti da inserti quasi orchestrali di synth (da applausi gli ultimi due minuti) e una prova vocale davvero magistrale. Le urla iniziali basterebbero a coprire il prezzo del biglietto; ma notevole è anche il passaggio nel finale a una breve parte in pulito.
La title track inizia in modo feroce, grazie ancora una volta a uno scream assolutamente da applausi e prosegue mettendo ancora in mostra la cura del lavoro svolto in fase strumentale. Il tutto sfocia nella parte finale di traccia, dove interviene una sezione cantata in pulito che mi ha ricordato -seppur molto alla lontana- certe cose degli Arcturus (!). Scelta questa che potrebbe spiazzare tanti ma che alla fine paga grazie alla sua melodia decisamente riuscita.
Con “Just For A Moment...” a mio parere il gruppo fa il classico passo più lungo della gamba proponendo un brano quasi totalmente cantato in pulito, musicalmente interessante (anche se nella media), ma leggermente troppo staccato dal resto dei brani. Occasione un po’ sprecata insomma. Chiude l’album “Coma II”, ideale seguito della traccia presente sull’esordio, e per cui valgono sostanzialmente le stesse considerazioni: venti minuti di questo tipo sono decisamente troppi. Traccia a suo modo “evocativa” ma troppo lunga, ripetitiva e diluita in modo tale da far perdere significato al brano.

In conclusione, un album di ottima fattura ma che potrebbe far storcere il naso a diversi. Il gruppo prosegue nella sua evoluzione, portando novità e cambiamenti: il risultato è un pezzo molto classico, due ottimi brani più articolati e vari e un pezzo da rivedere (per totale di quattro tracce effettive, un pò poco alla fine dei conti). A un primo impatto io stesso ho faticato ad apprezzare alcune scelte stilistiche, memore della prova devastante dell’esordio, ma con il tempo i pezzi si sono assestati e tante particolarità mi sono risultate più chiare. Tempo e attenzione diventano quindi fattori importanti nella valutazione del disco, così come d'obbligo è un ascolto preventivo per evitare eventuali sorprese.

autore: IntoTheBlack

CREW'S TOMBSTONES

Zorn
[...] A conti fatti preferisco questi Austere a quelli dell’esordio, perchè li trovo più freschi e interessanti. Mi è piaciuta la voce pulita a tal punto che potrebbero perfino usarla in sostituzione dello scream, che non mi è mai andato a genio del tutto. E’ vero, “Coma II” è lunghissima e ripetitiva, però mi ci sono perso molto volentieri. Mettiamola così: è un momento di riflessione [...]