Malgrado i vari ascolti, non posso dire d’essermi fatto un’idea precisa riguardo l’aggiustamento di rotta registrabile in “Convoy pt. 2” . Se è pur vero che nessuno stravolgimento rompe lo schema tipicamente Procer Veneficus, permangono in me delle perplessità sull’efficacia delle scelte artistiche attuali, notando come l’appeal del magma nero colato dall’enorme bocca di questo full, non riesca a inzaccherarmi come un tempo.
L’ennesimo capitolo della one man band sonda i territori dello spazio con un album più leggero dal punto di vista della durata, quindi meno ostico da avvicinare almeno teoricamente, mantenendo la tipica e preponderante impostazione narcotizzante. Sempre più black metal sui generis dunque, che enfatizza il lato morboso del metallo nero per creare un gorgo cupo come gli abissi cosmici più profondi e insondati. Rimane la matrice Velvet Cacoon di partenza, qualche brano richiamante il mio amato “Of Starfire…”, così come la sensazione che lunghe mani nere allunghino le loro dita ossute per braccare dal nulla un viaggiatore delle stelle. Purtroppo, la sensazione di inumano e freddo totale mi è parsa a tratti non del tutto coinvolgente, vagamente asettica, troppo compatta e non sempre aiutata, a gusto personale, da una resa sonora che dai tempi dell’esordio tende a calare leggermente di volta in volta.
Ritmiche medie, voce filtrata rantolante che si mischia al calderone sonoro scandito da “beat” semi-sintetici su chitarre ronzanti, fortemente distorte, inquietanti, macabre e striscianti. Teoricamente tutto questo vuoto dovrebbe essere vincente nel concetto, eppure stavolta il sostanziale mono blocco che costituisce “Convoy pt. 2” non riesce ad attrarmi del tutto. A rapirmi come di consueto. Forse l’ascolto migliore lo si otterrebbe ubriachi? Sedati da qualche sostanza psicotropa o sottomessi da un febbrone da cavallo? Sicuramente quella di Night non è mai stata musica per tutte le stagioni, e può stancare.
Per il momento “Convoy pt. 2” rimane “sub judice”, anche se la sua onda sonora sinuosa, liquida e riverberata, un certo fascino lo esercita. Che Procer Veneficus abbia sparato la sua cartuccia migliore all’esordio, o sono io che mi sono fissato su "Of Starfire and Blackshadows Crawling"?
autore: Zorn
CREW'S TOMBSTONES
KarmaKosmik
[...] "...e tutto il resto è noia". Direi che con questa mitica frase di Califano potrei chiudere in breve il commento su questa nuova release di Mr. Night ed il suo progetto Procer Veneficus. "Convey pt. 2" da' l'impressione di essere un disco raffazzonato, assemblato alla rinfusa utilizzando riffs black ultraeffettati e intermezzi ambient. Lo sbadiglio arriva già a metà della prima traccia, per poi aumentare esponenzialmente con il proseguire del disco. "...no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia..." [...]