SVARTTJERN
"Misanthropic Path of Madness"
Schwarzdorn Production (2008)

TRACKLIST
01. Code Human
02. Ancient Shadows Revelation
03. Upon Human Ending
04. Stillborn Acolyte
05. Misanthropic Path of Madness
06. Finally the World Shall Shape
07. Passions of 7 + Ere fra det Indre (Bonus Track)

DURATA
31:40 min.

 

“T.N.B.M. - Anti Human, Anti Life”.
Evito semplicemente di pormi nella condizione di ragionare su che senso abbia “bollinare” con le famose quattro lettere, a mò di marchio D.O.C. oggettivamente logoro, un disco black metal nel 2009. Eppure gli Svarttjern, tra cui spicca HansFyrste dei Ragnarok, lo fanno ancora oggi. Vogliamo fargliene una colpa? Coloro i quali non sopportano crocetta rovescia, serpentello, pollice verso e teschietto, stiano alla larga da “Misanthropic Path of Madness”, perchè il rischio di infastidirsi con il “solito” black metal “in your face” alla Tsjuder, è più che latente.

Foto session professionale e cruda, grafica ben fatta, gesti irreverenti, e modella con apprezzabili pettorali insanguinati in copertina, sono la crosta superiore di un album che avrebbe guadagno punti se la band non avesse ceduto alla tentazione di curare i suoni, come spesso accade ai norvegesi con ambizioni di (quasi) prima fascia. Più underground, grezzo, malfatto e impreciso, “Misanthropic Path of Madness” poteva strappare qualche capello in più dalla testa del pubblico moderno. Invece, nella siffatta forma sonora, non può far altro che picchiare, martellare, correre, colpire e vomitare aprendo con la violenta e malsana “Code Human”, a mio avviso ottima come un'onda anomala furente. Drumming d'assalto dalla doppia cassa imperiale, vocals bastarde con qualche interessante ventatura malefica, energia in esubero e i classici mid tempos da headbanging usati con parsimonia (leggasi ad esempio “Ancient Shadows Revelation”). Immancabili, consunti, ripetitivi ingredienti sempre graditi al sottoscritto, che forse si accontenta di poco.

Lo ripeto: suonando più verace, “Misanthropic Path of Madness” avrebbe avuto qualche carta in più da giocarsi (sentire l'altrettanto valida title track per credere). Così resta un buon, e relativamente sputtanato rispetto ad altri, esempio di black metal norvegese di nicchia, ma non troppo. L'unica è ascoltarlo senza impegno, girando il più possibile la manopola dello stereo sperando che dalle casse esca tanto sangue, e magari la moretta con solo il perizoma indosso, stavolta viva e vegeta.

Mezzora non è poi tanto, ed un brano di media lunghezza in più avrebbe fatto la mia felicità, anche se il rischio di ascoltare una track “pezza” è sempre dietro l'angolo. Per questo preferisco promuovere con un'agile sufficienza gli Svarttjern. Però, non raccontiamoci frottole: per chi ha un pò d'esperienza nel settore, fare un disco così non è che richieda poi tanto. Azzardo anche che, a gusto personale, “Misanthropic Path of Madness” pare quasi (ripeto quasi) più genuino di quanto prodotto da certi Krypt...

“Satanic wounds, Satanic flesh
You are all victims of Satan!”

autore: Zorn