AMESOEURS
"Amesoeurs"
Code 666 (2009)

TRACKLIST
01. Gas In Veins
02. Les Ruches Malades
03. Heurt
04. Recueillement
05. Faux Semblants
06. I XIII V XIX XV V XXI XVIII XIX – IX XIX – IV V I IV
07. Trouble (Éveils Infâmes)
08. Video Girl
09. La Reine Trayeuse
10. Amesoeurs
11. Au Crépuscule De Nos Rêves

DURATA
58:23 min.

 

Primo (e a quanto pare ultimo) album per il progetto francese Amesoeurs: il gruppo si era già fatto notare in passato per l’ottimo ep di debutto (“Ruines Humaines”) ed era quindi notevole la curiosità nei confronti di questo primo full.
Neige e compagni scelgono di mischiare ancora le carte in tavola portando il loro sound a distaccarsi ancora di più dal Black Metal per accogliere nuove e determinanti influenze wave/post-punk. Il risultato è un album piuttosto eterogeneo, in cui convivono più anime, non sempre bilanciato, con parti decisamente riuscite ma anche con alcuni passaggi a vuoto.
Il problema maggiore di questa uscita, a mio parere, resta infatti la “disomogeneità” quasi eccessiva che si respira lungo le undici tracce. Questo, invece di arricchire la proposta, fa quasi pensare alla mancanza di un obbiettivo comune. Come se il gruppo non avesse ancora ben chiare le idee su come debba suonare l’album nel suo complesso e quale sia la direzione da prendere. Ecco quindi alternarsi canzoni più aggressive, soprattutto a livello di riffing, ad altre decisamente più soft. Le prime soffrono il fatto di provare a spingere senza riuscirci a pieno, e va a finire che alcuni buoni passaggi strumentali risultino quasi sprecati; oppure che lo scream, come nella sesta traccia, appaia quasi fuori luogo.
Sono i brani più melodici a convincere di più: essi pagano un pesante dazio alle sonorità darkwave, ma si sente che il gruppo si muove a proprio agio e riesce a costruire interessanti trame sonore. Peccato per la scelta di una voce femminile a tratti un po’ stucchevole e poco convinta: se in alcune tracce questo può ancora funzionare (“Video Girl”), in altre la scelta stona un po’ (“Heurt” o “Les Ruches Malades”).
Non mancano comunque i momenti riusciti: “Recueillement” ad esempio è un ottima traccia, che mette in mostra un songwriting di tutto rispetto; da segnalare in questo senso anche la deliziosa title track forte di un tiro di grande presa.

L’esordio del gruppo francese vive insomma di luci e ombre: sicuramente la proposta è originale e piacevole; le atmosfere create sono efficaci, alcuni brani in particolare sono davvero molto interessanti. D’altra parte credo sia difficile non notare come nel gruppo convivano ancora troppi elementi; se da una parte è proprio questo a rendere particolare e degna di menzione l’opera proposta, dall’altra si dimostra come la principale causa di un album troppo ricco di saliscendi e di scelte in parte discutibili. Peccato che questo progetto si fermi qui, con opportuni aggiustamenti la proposta musicale degli Amesoeurs avrebbe potuto veramente regalarci qualcosa di molto grande.

autore: IntoTheBlack