GRABNEBELFURSTEN
"Dynastie Oder Wie Man Herrschaft Definiert"
Ketzer (2003)

TRACKLIST
01. Abstrakte Wunden Verbaler Schwerter
02. Schicksalsbrüder
03. Dynastie
04. Briefe An Die Toten
05. Der Letzte König Und Sein Architekt
06. Irgendwie / Irgendwo / Irgendwann

DURATA
50:44 min.

 

Proposta interessante questa dei tedeschi Grabnebelfursten, giunti con questo "Dynastie..." al loro secondo full-lenght, che esce l'anno successivo al loro debutto "Von Schemen Und Trugbildern" sempre per la Ketzer Records. Il genere proposto da questo quintetto di Bergisch Gladbach è sostanzialmente un black metal per la maggior parte impostato su tempi veloci, nel quale le due chitarre di K.R. Eisnebel e Hochfinsterwürden suonano riff dannatamente complicati ed intricati, sconfinando spesso nel thrash più sfrenato o in stilemi musicali più tipicamente death. Il loro riffing molto variegato è poi supportato da una sezione ritmica di primo ordine, composta dal bassista Glutsturm e dal batterista Marschhausen, davvero ottima la sua prova, sempre dinamica ed abile nel non scadere nel classico tupa tupa sparato. A completare il tutto c'è la voce davvero malata di Sturm Deiner Winter, che si occupa anche di alcuni interventi di synth sparsi qua e là nel disco. La sua voce è assurda, poichè ha una grande varietà timbrica, dal growl basso (quasi brutal) al urlo tirato, passando poi per una serie di toni intermedi ed inserendo spesso veloci passaggi in voce quasi pulita.

Eccetto il terzo brano "Dynastie", le altre composizioni hanno un minutaggio molto elevato, arrivando sui dieci minuti e passa per le due ultime traccie "Der Letzte König Und Sein Architekt" e "Irgendwie / Irgendwo / Irgendwann". La cosa positiva è che emerge da questo album che la band abbia sicuramente tante idee in testa ma che probabilmente abbiano bisogno di essere meglio organizzate. Questo mio commento è dovuto dal fatto di aver dovuto impiegare diverso tempo per poter riuscire ad apprezzare fino in fondo tutti i vari brani. Non voglio dire che questa complessità sia un difetto, ma sono convinto che una concentrazione e semplificazione maggiore dei pezzi avrebbe fatto guadagnare al lavoro parecchio in impatto. Non a caso il mio brano preferito è la terza traccia, guarda caso la più corta, "Dynastie", con un riffing in tremolo spettacolare e melodie quasi folkeggianti nel loro incedere, il tutto poi impreziosito dall'interpretazione schizofrenica del vocalist.

Parlando della produzione, la ritengo ottima, con chitarre belle ruvide e batteria sempre in primo piano, ma che riesce a mantenere quel suono impastato di fondo che è sempre ben accetto. Insomma un lavoro, come detto ad inizio recensione, davvero interessante, che riesce a coniugare violenza sonora con una certa matrice progressiva nella costruzione dei brani. Ci vorrà un po' ad assimilare le varie composizione ma credo che valga davvero la pena ascoltare più volte questo "Dynastie Oder Wie Man Herrschaft Definiert ".

autore: KarmaKosmik