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FUNERAL MIST
"Maranatha"
Norma Evangelium Diaboli (2009)
TRACKLIST
01. Sword of Faith
02. White Stone
03. Jesus Saves!
04. A New Light
05. Blessed Curse
06. Living Temples
07. Anathema Maranatha
08. Anti-Flesh Nimbus
DURATA
53.33 min.
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A ben sei anni dalla loro ultima release gli svedesi Funeral Mist si riaffacciano sulla scena con un album soporifero, marcio e rude, che si discosta forse da quelli che erano stati i loro lavori precedenti, i quali strizzavano l'occhio al Raw Black a differenza di questo lavoro, per il quale si è lavorato maggiormente sulla produzione di particolari atmosfere più vicine al Black più puro, più marce, più logoranti e meno sfurianti spesse volte. Ed il compito di Mortuus Arioch, più conosciuto che per essere stato la voce dei Marduk che per altro, viene adempito alla perfezione. Nonostante non si tratti di un lavoro che si riesce ad apprezzare al primo colpo, annovera delle particolarità che se ben ascoltate lasciano il segno. Una volta inglobato, una volta assimilato alla perfezione questo disco si appropria della vostra mente con sonorità davvero morbose e malate. Come non citare la splendida "White Stone", un pezzo che a tratti si incammina sulla falsa riga di "Hordes Of Nebulah", uno dei manifesti di questo genere creato dai Darkthrone. Notevoli anche i cambi di tempo, che portano l'ascoltatore dapprima ad incantarsi con suoni lenti, ripetitivi e a tratti ipnotici, per poi crollare nelle sfuriate impreziosite da un lavoro di batteria mai eccessivo ma sempre preciso, e dallo screaming del leader di questa band, quell' Arioch citato in apertura che sicuramente sa il fatto suo. Da "Jesus Saves!" alla splendida e funerea "Anti-Flesh Nimbus" che chiude il disco passando per la malata "Living Temples", il viaggio si staglia fra suoni macabri, lugubri e disturbanti. Effetti quasi inesistenti ma quando se ne riccorre non sfigurano mai, anzi riescono a ricreare anche qualcosa di divertente con la voce del cantante storpiata all'inverosimile per rendere ancora più maligno un lavoro che è precisamente male in musica. Non un capolavoro o un album da ascoltare e riascoltare, questo non lo si mette in dubbio. Ma certamente un ascolto interessante più che piacevole, nel quale si esplorano suoni ai quali siamo abituati ma che con le giuste sfaccettature possono raggiungere altri livelli. Buona prova, sicuramente da considerare come un'evoluzione rispetto al predecessore "Salvation", un altro buon album ma che a livello di contenuti cedeva molti punti a questo "Maranatha", sicuramente più solido, più ricco di spunti interessanti e più valido sotto ogni punto di vista.
autore: Morbid
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