FLUISTERWOUD
"Laat Alle Hoop Varen"
Ván (2009)

TRACKLIST
01. Laat Alle Hoop Varen
02. Kerkganger
03. Verlost in Het Vuur
04. Met De Wind Wedergekeerd
05. Hoemannen
06. Mijn Donker Wezen
07. De Bezetene

DURATA
27:25 min.

Raefmansch Knovelaer parla di "Laat Alle Hoop Varen"
[...] "Laat Alle Hoop Varen" was our way to abandon all hope: there is no future any more! Raw Blasphemic Black Metal the oldschool way, is the only way to go: No compromises! Praise Black Magic, Hail Desecration and Worship Satan! These where the tools of the trade for Fuisterwoud! HAIL HELL!!! [...]

 

Degenerati, brutali, veloci, volgari e navigati oggi, tanto quanto al tempo dell’ottimo “Langs Galg En Rad”, e fortunatamente in linea con le personali attese per il loro sipario finale intitolato “Laat Alle Hoop Varen”.

Si potrebbe dire tutto e niente in merito all’album epitaffio degli olandesi Fluisterwoud, per il quale s’è dovuto attendere quasi tre anni. Ad esempio potrei pensare ad un: “ “Laat Alle Hoop Varen” è dedicato agli amanti del black metal in your face!”, oppure fermarmi a descrivere minuziosamente la violenza che non fa prigionieri di “Hoemannen”, lo stacco da headbanging dell’opener “Laat Alle Hoop Varen”, o l'aria maleodorante dell'incedere inizialmente controllato di “Kerkganger”.
Ma si tratta di cazzate per scribacchini volonterosi. Se i Fluisterwoud vi erano piaciuto all’esordio, non potranno che soddisfarvi anche oggi con il medesimo stile, tra pregi o difetti già riscontrabili al tempo, oltre a qualche valido passo avanti soprattutto nell'incisività complessiva della tracklist, ma senza mai dimenticare la missione primaria: “We Will Fuck You in the Grave” (cit.).

Purtroppo parlo di questo disco con un leggero retro gusto amaro, perché di musica schietta e cartavetrata in chiave nordica ce n’è bisogno ogni “santo” giorno. Ahimè, volenti o nolenti siamo costretti a registrare lo “spit-up” del quintetto in questione, così come accaduto per gli altrettanto violenti Sauron, collegati più o meno direttamente ai Fluisterwoud. Mi avessero chiesto un parere, a cadere dalla torre dei sacrificati sarebbero stati i Galgeras, gravitanti nell’orbita del singer Sagelinge, così come avrei sconsigliato alla Vàn l’utilizzo degli odiosi case con bordi stondati che fanno tanto major, e risultano introvabili nel caso malaugurato dovesse scheggiarsi la custodia originale. Ma non mi hanno interpellato, per cui gonfierò il petto come tutti voi per sopportare l’urto frontale di “Laat Alle Hoop Varen”, disco cinico e sventra confessionali, martello infame che pianta ad ogni riff l’ennesimo chiodo nei polsi dei suoi ascoltatori. I Fluisterwoud ignorano tecnicismi astrusi o piroette musicali, a loro basta sprizzare odio per meno di mezz’ora. Giusto il tempo di mettere a ferro e fuoco il vostro villaggio, e poi scappare urlando come invasati verso un nuovo saccheggio.

Ecco il loro ultimo capitolo discografico. Astenersi perditempo, signorine e filosofi del black metal.


autore: Zorn