BOSSE
"Echoes Of the Forgotten"
Those Opposed Records (2008)

TRACKLIST
01. I
02. II
03. III
04. IV
05. V
06. VI

DURATA
32:28 min.

 

Forse sono pochi coloro i quali conoscono l'esistenza di questo progetto newyorkese e ciò non sorprende considerando la grande riservatezza di R.A. Bosse, unica mente della band, e gli illustri nomi che lo affiancano (ed oscurano) in casa Those Opposed Records: Austere e Lyrinx, per citarne due, che tra l'altro gli sono compagni nella Desolation Propaganda promossa dall'etichetta. Tuttavia, quella di dar voce unicamente alla chitarra classica, tralasciando ogni strategia di marketing è una scelta ed una esigenza ben precisa che credo sia caratteristica naturale di ogni animo solitario ed intimista. Binomio, quest’ ultimo, che rende perfettamente i colori di questo ep d'esordio.
Echoes of the Forgotten” si rivela una proposta decisamente piena di grazia e sconforto al tempo stesso. Il rosa antico di arpeggi cristallini e lucidi sembra sbiadire a poco a poco nel grigio di rimembranze velate da indicibile tristezza. Sei pezzi che, opportunamente privati di ogni nome, quasi come se l’etichettatura fosse una infantile pratica umana dettata dall'illusione di poter rendere meglio l'essenza di una entità attraverso la forma, si susseguono con pacata rassegnazione: a metà strada tra gli oblii della disperazione e la forza della ragione.
Ambienti che sanno di strade abbandonate, di cancelli rugginosi che sbattono mossi da un vento sinistro, echi di vita che fu, sembrano riaffiorare come da un abisso, tutti sapientemente intrecciati nel corso dell’ascolto.
Le sei corde ammaliano per la loro semplicità e forza evocativa disegnando, in molti frangenti, picchi di assoluta poesia sonora. Sembrano vibrare di continuo nell’anima di chi vi si immerge, pur non essendo presente alcun vibrato acustico.
III” si rivela la track più serena del disco: note alte che sembrano descrivere una sorta di rimembranza gioiosa seppur ormai lontana. Uno spiraglio di luce subito interrotto da una successiva “IV” che addirittura tesse le note più cupe dell’intero disco e che vede, per la prima ed unica volta, affiorare una voce maschile e cavernosa. C’e’ anche spazio per la commozione in “V”, ove due chitarre s’incontrano nel grigio dell’esistenza, l’una in un pianto ininterrotto e l’altra in un singhiozzo amaro.
Echoes of the Forgotten” è un’altalena continua tra le varie sfaccettature della tristezza. E con altalena non s’intenda una qualche sorta di variegate melodie: l’ep è senz’altro un corpus unicum che risulterà sicuramente noioso o ripetitivo per i pochi avvezzi a certe sonorità così arrese.
Sonorità queste non catalogabili, a mio avviso, in alcun genere; qui si spazia dall’ambient, al depressive, al neofolk in una continua sperimentazione artistica.
Questo disco resta, per me, un assoluto gioiello da scoprire a poco a poco con tutti e cinque i sensi.

autore: BH-M87

CREW'S TOMBSTONES

Nivehlein
[...] Per ascoltare "Echoes Of The Forgotten ci vuole uno stomaco forte, prerogativa che spesso si associa alle bands più estreme e violente. E' il peso dell'indifferenza, del rifiuto, del male che si manifesta gratuitamente in ogni cosa. E' l'apparente tranquillità velata da profonda malinconia... è la vanità dell'esistenza che quotidianamente percepiamo, ma che prontamente cerchiamo di scacciare via con ogni mezzo [...]

Ceska Zurivost
[...] "Echoes Of The Forgotten" è avvolgente come un abbraccio. Un abbraccio ora caldo e che da sicurezza, ora precursore di qualche cosa che non va. Unire chitarre acustiche e piccoli spruzzi di ambient potrebbe sembrare cosa semplice da fare, ma non è così, le corde devono essere direttamente connesse all'animo se si vuole creare qualcosa di toccante come quello contenuto in questo disco. Malinconia, disperazione, ma anche pace e distensione: un viaggio solitario attraverso luoghi dimenticati per scavare dentro se stessi e capire qualcosa di più del nostro io. Eccellente [...]