STORMNATT
"The Crimson Sacrament"
Ashen Productions (2009)

TRACKLIST
01. Apparitional Echoes From The Void
02. Wounds Of Worship
03. The Crimson Sacrament
04. Soul Murder Ceremony
05. The Omega Illumination
06. Thanatheism
07. Blood Will Tell
08. Upon The Shores Of Solitude Pt. III

DURATA
45:01 min.

 


A circa 4 anni di distanza dall'ottimo debut album "Resurrection Ov The Kult" tornano in pista gli austriaci Stormnatt. Autori anche di un ottimo demo, "Funeral Apocalypse", per chi non li conosce gli Stormnatt sono un'ottima band di black metal classico e potente, impegnata a supportare il culto proprio come dicono loro, evitando inutili stranezze e proponendo schemi classici formati da ritmiche, melodie e atmosfere classicamente black metal, qualitativamente di un certo livello.

Accompagnato da una grafica (bella anche l'edizione digipack) e da un titolo vagamente in linea con una certa tendenza religiosa, questo sacramento bagnato di sangue può essere considerato a tutti gli effetti veramente un bel disco. Lo stile degli Stormnatt è facilmente apprezzabile sin dalle prime note dell'opener "Apparitional Echoes From The Void", manifesto della loro coerenza compositiva e dell'attaccamento alla maglia. Black metal, classico, tipico, eccellente come chiediamo noi appassionati. L'approccio stilistico è quello più semplice: ritmica a creare il sottofondo morboso, chitarra in prima linea a snocciolare riff che occupano il ruolo di interprete principale di quasi tutte le son in pratica. Proprio i riff sono degni di nota, perchè praticamente quasi tutti azzeccati, pervasi di feeling differenti ma equalmente ben amalgamati. Non sarà difficile passare da sensazioni maligne ad altre epiche, quasi pagane, per poi ritornare a passaggi più morbosi ed in linea con quello che sembra essere il concept dell'album. Sugli scudi la titletrack, senza ombra di dubbio il punto più alto di tutto l'album per via del suo incedere trascinante. Non sembrano esserci particolari cali di tensione, nonostante l'album sia comunque abbastanza compatto e lasci poco spazio a modifiche repentine, e se consideriamo che le song si attestano in media sui 5 minuti, significa che la qualità delle varie song è ben oltre la media, prendere "Thanatheism" come esempio o la conclusiva "Upon The Shores Of Solitude Pt III".

Negli ultimi tempi ho dedicato molti ascolti al disco e devo dire che risulta abbastanza fresco e piacevole anche dopo un po. L'unica nota negativa per quanto mi riguarda, sono i suoni. Registrato in maniera professionale e mixato ai famosi Necromorbus, ho come l'impressione che il sound generico di questo "The Crimson Sacrament" è si professionale ma leggermente spompato. Mi sembra come che manchi di potenza, di corposità: quella carica primordiale che da riempimento, la "botta", viene un po a mancare a discapito di suoni ben distinti e professionali, ma si tratta di preferenze personali. Un album che mi sento di consigliare e che può accontentare sia chi stravedere per un sound più attuale, sia chi è ancorato al passato.

autore: Ceska Zurivost