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NJIQAHDDA
"Nji, Njiijn, Njiiijn"
Pagan Flames (2008)
TRACKLIST
01. Nortii Maatu
02. Aasklamatii Ligmett Aursag
03. Sigmaatiiolaa
04. Urmae Copistrum Xaaqa Qahdda
DURATA
72.35 min.
E. parla di "Nji, Njiijn, Njiiijn"
[...] The basic ideology behind this record is about the continual attainment of enlightenment and evolution for human kind. Whether that is achieved mentally, physically or spiritually is up to the listener. But as in typical Njiijn fashion, it is very abstract and obscure so that each person can create their own concept of what we are trying to convey. In essence, the concept is to always challenge oneself to expand to deeper and more profound plateaus of existing. For existing is only the beginning of the puzzle, how humans expand and add to their being is the question in mind, that aches to be solved...As far as logistics are concerned, we spent about 2 weeks writing and recording in the Svenderhallen Lydstudio recording studio, manipulating this album and tweaking it to its fullest potential. I think for what we were attempting to achieve, we had come as close to our original idea as possible and were even able to expand a bit on it as well. Overall the experience of the record was pleasing to all parties involved [...]
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Era da tempo che volevo dedicare spazio ai Njiqahdda, un misterioso duo americano dedito ad un particolare miscuglio di dark ambient e black metal, che potremmo accostare, come genere, a realtà importanti come Procer Veneficus o Velvet Cacoon. Come i suddetti gruppi, i Njiqahdda, parola che che si pronuncia come nee-gee-kaa-daa, vanno decisamente oltre i classici stilemi del black metal, cercando invece un veicolo espressivo completamente nuovo ed originale. La prima cosa che salta subito all'occhio è l'estrema vivacità delle copertine, piene di colori forti e ricche di dettagli. Se andiamo oltre e ci soffermiamo sui titoli, vediamo immediatamente che non si tratta della solita lingua inglese, ma di un nuovo tipo di linguaggio chiamato Njiiijn, che amalgama al suo interno tedesco, greco, arabo e quant'altro, ed utilizzato esclusivamente nelle composizioni dei Njiqahdda.
Insomma, un concept, questo dei Njiqahdda, creato davvero su misura e decisamente nuovo ed originale, ma la musica riuscirà ad essere all'altezza? A mio particolare avviso direi di si, pur navigando in acque conosciute, il duo riesce a tirar fuori anche nell'aspetto musicale qualcosa di personale. Le chitarre pur essendo sporche e distorte, più che scomparire in un mare di riverberi e delay, rimangono sempre in bella vista con dei riffs dal sapore più rock che metal. Gli screaming sono talmente distorti e ritoccati da ricordare il rumore del vento che sibila. Persino il basso riesce a ritagliarsi il suo spazio in qualche frangente. Tra i brani da segnalare assolutamente c'è la terza traccia "Sigmaatiiolaa", vero e proprio esempio di come una semplice melodia, seppur ripetuta infinitamente, riesce ad essere stravolta, modificata ed espansa dalle manipolazioni sonore del duo, senza perdere quella bella atmosfera maliconica che caratterizzava il riff originario.
E' chiaro che per gli "open-mind" questo disco sono convinto che risulterà come una illuminazione, un bel esempio di come il vecchio e caro black metal può ancora trovare sbocchi nuovi ed alternativi, senza per forza sputtanarsi. Inoltre, questo disco dimostra che per questo particolare tipo di black metal non basta prendere un riff di chitarra elettrica ed affossarlo con effetti sonori, ci vuole classe e talento signori, ed i Njiqahdda ne hanno a iosa.
autore: KarmaKosmik
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