Era solo questione di tempo, che le strade dei due personaggi più iconoclasti del black metal norvegese, ossia Fenriz e Nattefrost, venissero a coincidere, seppure per la pubblicazione di un semplice split cd. Prima di iniziare a descrivere cosa i due signori in questione hanno combinato su questo "Engangsgrill", ecco un piccolo avviso: coloro che denigrano gli ultimi Darkthrone e considerano i veri Carpathian Forest quelli di "Bloodlust & Perversion", beh potete tranquillamente chiudere la pagina web e leggere altro, di sicuro non troverete nulla di interessante e risparmiarete del tempo.
Detto questo, passiamo direttamente al "pianeta rosso di Fenriz", che rappresenta sicuramente la parte più interessante dello cd. Questo side-project dell'attivissimo Fenriz sembra essere in realtà piuttosto vecchio, risalirebbe addirittura al 1989, quando, sull'onda di un particolare entusiasmo verso il doom detal dei Trouble e Pentagram, scrive un pezzo in questo stile per un progetto chiamato "Pilgrim Sands". Poi il tutto viene accannato, fino al 1993, quando Fenriz riprende in mano la questione registrando tre nuove tracce, che però vengono riservate all'ascolto degli amici più stretti, fino a quando il compare Nattefrost non lo convince ad usarle per fare questo split insieme. Quindi, quello che Fenriz ci propone in questa sede la sua versione dello stoner, con chitarre molto grasse ed un basso distorto in evidenza, tempi cadenzati tipici del genere, e completando il tutto con il suo vocione da ubriaco ed una produzione da rehearsal, mostrando in questo modo diverse diverse connessioni con il mitico progetto Isengard. Le prime due tracce "My Ship Sailed Without Me" e "Jon Carter, Man On Mars" hanno un bel piglio "catchy", con una buona dinamicità, nonostante i suoni grezzi e l'aria cazzona che si respira. La conclusiva "Temple Of The Red Dawn Rising" risulta essere invece troppo monotona e con dei riffs non particolarmente ispirati. Questo progetto Fenriz' Red Planet nonostante rappresenti un volto musicale sconosciuto del buon Fenriz, si dimostra piuttosto godibile, soprattutto per gli amanti del doom & stoner, sebbene non sia nulla di imperdibile.
Su Nattefrost è stato scritto e detto di tutto, l'unica cosa certa è che non gliene frega un cazzo di niente e di nessuno. Basta questo per spiegare il senso del suo progetto solista, punk black metal, nel senso che la musica è punk, anche con una buona produzione, ma la voce è decisamente black. Presi singolarmente i pezzi non sono male, anzi "Uskyldighet" è anche carina, ma sentirsi i venti minuti contenuti in questo cd alla lunga diventa pesante. Sarà che, eccetto i grandi Ramones, non ho mai digerito il punk in tutto e per tutto, ma "Sin Goddammit" con la sua sgangherata intro acustica o "Lustmord (Skulle Det Dukke Opp Flere Lik Er Det Bare å Runke)" con i suoi quattro minuti di puro rumore, sono una presa per il culo, "punk", ma sempre presa per il culo. Che dire? Se vi piace il punk può darsi che troverete interessante questo connubio di punk e black metal.
Tirando le conclusioni finali del sottoscritto, il progetto di Fenriz merita sicuramente un ascolto, sempre che vi interessi lo stoner, mentre per Nattefrost lo "skip" è quasi un obbligo.
autore: KarmaKosmik