Come inequivocabilmente si intuisce dal titolo non è il primo lavoro di questo gruppo svizzero (ad onor del vero una one man band formata da tale Bornyhake, attivo anche in parecchi altri gruppi). Il nome non risuona nella mia mente totalmente sconosciuto, mentre completa novità per quanto riguarda l'aspetto sonoro: mai prima d'ora ho avuto occasione di ascoltare i Borgne, qui al loro quarto lavoro (perspicace anche qui), anche se il primo capitolo in realtà risulta essere un demo dal titolo, fantasioso manco a dirlo, "I".
La missione dei Borgne credo sia quella di ottenere, attraverso l'uso di strumenti canonici unitamente a synth e chi più ne ha più ne metta, una musica atmosfericamente malsana, creare un alone misterioso e sulfureo che oltrepassa la tecnica e la composizione fine a se stessa. Purtroppo la mia percezione in tal senso è di clamoroso fallimento. Dopo un buon intro dal titolo "Ceres" (!), la successiva "Sedne" mostra un gruppo che, senza grossi tecnicismi (cosa peraltro non assolutamente fondamentale in questo tipo di proposta musicale), "sforna" una miscela di note inconcludenti e spesso ripetitive risultando oltremodo noioso e stancante. Con le successive tracks il sound non eleva il suo livello di certo... anzi con l'incedere delle singole canzoni continua la parabola peggiorativa. Si riescono a scovare brevi barlumi di "atmosfericità" ma quali stimoli ora possono spingere l'ascoltatore a rompersi le palle ripetutamente alla vana ricerca di un qualcosa da salvare a tutti i costi? Fatto salvo il beneficio del dubbio ho prolungato l'ascolto fino alla noia ma il risultato non è in alcun modo migliorato.
Il mio suggerimento è di ricercare altrove soluzioni per investire i vostri spiccioli, perchè il gruppo svizzero annoia parecchio, cosa che lo scrivente non vuole fare continuando con questa recensione, per cui... tanti saluti ai Borgne. Meglio il cioccolato proveniente da quelle parti...
autore: Horn
CREW'S TOMBSTONES
Zorn
[...] E' una scocciatura per un simpatizzante dei Borgne come me ammetterlo, ma di "IV" si salva davvero poco. Nulla di male nel tocco apocalittico e sintetico di alcune atmosfere piene di elettronica, nella drum machine, nelle tastiere, nelle vocals, eppure tutti insieme creano un pasticcio noioso. Cercate "II", è decisamente di altra pasta [...]