Eccolo qui, il tipico album di black metal che i recensori raffinati di solito commentano con l'immancabile “ben fatto, ma se cercate qualcosa di originale, andate altrove”. Sennò, che recensione black metal sarebbe?
Vaffanculo sì! Evviva la scarsa originalità, termine che io consiglierei di sostituire per il futuro con quel misconosciuto vocabolo quale è “personalità”. Terminologia a parte, è proprio perchè “Goatgod” sa di sentito, ma anche di sincero, che io faccio volentieri armi a bagagli e dal bigliettaio cinese Funeral Moonlight Productions, compro un sola andata direzione Ucrania per conoscere la musica di questi due degenerati, attivi da prima del 2000. Per fortuna degli appassionati, c'è chi ancora oggi sa scrivere un disco di TUBM (True Ukranian Black Metal), che odora di morte, Darkthrone, Carpathian Forest e Gorgortoh, quanto una carcassa di alce morta nel 1993.
“Goatgod” porta in saccoccia un suono di chitarra fottutamente black metal, metallico e da sgrezzare (guai a farlo), picchia con break da headbanging, vomita bestemmie in uno scream classicissimo, privo di rifiniture o tecnicismi vocali, senza dimenticare le ormai mitiche imprecisioni ritmiche di batteria. Corna verso gli inferi, dito medio rivolto al cielo, adorazione di Satana, dell'autodistruzione, della morte e della negazione della luce. Le solite cose insomma, che fanno sentire a casa un blackster che voglia divertirsi, e che eviti per una volta di fare il maestrino, giudicando l'attitudine o “l'originalità” (l'avevo già scritto?), finendo per perdersi la merda colante di “Selfdestruction for SATAN” o di “The BLACK Triumph”, invece di concentrarsi sulla musica, che più schietta di così non può essere.
So già che i due membri della band, Mefistos e Northern Hanger, potrebbero strappare un sorriso ai palati fini, dato l'atteggiamento anti human/anti life alternato a pose che hanno del ruspante, ma è anche per questo che la band vince la sua battaglia. Meglio essere diretti, elementari, veraci, volgarotti, ingenui, e concentrati a scrivere riff che partono dalla pancia e ti escono dalla bocca come vomito, piuttosto che cool, rifiniti ed “originali” (ancora). Nessuna contaminazione, solo essenza, ignoranza, ed una cover di quel gentiluomo di Nattefrost (“Terrorist”).
Per chiudere una recensione scritta tante altre volte, a commento di album ascoltati altrettante, ritengo più costruttivo riportare la seguente delicatezza, che la band dedica ad un certo filone black metal: “I say FUCK OFF: All NSBM bands... you are killing true black metal scene, keep masturbated on the portrait of Adolf Hitler!!!”.
Avevo già detto che gli Uterus sono veraci, volgarotti e diretti?
autore: Zorn
CREW'S TOMBSTONES
Horn
[...] Di questo gruppo e in questo album va premiata la genuinità della proposta. Sono contento esistano ancora al giorno d'oggi gruppi simili che fanno quello che meglio gli riescie, senza strafare... fottuto black metal old style senza compromessi. [...]