ANAL BLASPHEMY
"Bestial Black Metal Filth"
Hammer of Hate (2009)

TRACKLIST
01. Jeesuksenhäpäisyinitiaatio
02. Sexual Desecration Of Islam Faith
03. Holy Scriptures Cleansing my Asshole
04. Blasphemous Arts Of Satan '07
05. Satan Rapes God
06. Goddess Of Smut
07. Demonwolves 06:02
08. Masturbation On Jehovah's Altar '07
09. Crucifix Perversion
10. Under The Leather Wings
11. Outroduction In Delusions...

DURATA
42:37 min.

 

Il 2009 si apre con un esordio sulla lunga distanza per Molestor Kadotus, mastermind del progetto Anal Blasphemy. Dopo quattro demos e due split album nel 2007 con i conterranei Bloodhammer e Necroslut, la one man band finlandese dà alle stampe il suo primo full lenght intitolato "Bestial Black Metal Filth".

Il Black Metal proposto da Anal Blasphemy si rifa al sound marcio e catacombale di gruppi come Blasphemy, Von e in parte Archgoat. Lyrics che affondano le radici nel satanismo e nella blasfemia più totale, sorrette da movenze cadenzate e ripetitive, quasi ci trovassimo di fronte ad un rituale ipnotico. Il suono delle chitarre è ridotto all'osso e distorto all'inverosimile, a tal punto che spesso diventa difficile cogliere qualcosa di distinguibile nella fetida cacofonia ricreata: echi sinistri si rincorrono come ratti all’interno di ogni brano, dando una sensazioni di vertigine e sfinimento. Molestor Kadotus si muove per lo più sui mid tempos per amplificare l’alone decadente e bestiale della sua musica: vomita litanie indicibili con la sua voce demoniaca amplificate dal riffing semplice ma efficace, avvolto da una patina densa e sulfurea che rende l’atmosfera malsana e irrespirabile. “Goddess Of Smut” tortura la mente con la sua lentezza quasi “eccessiva”, mentre “Holy Scriptures Cleansing My Asshole” risulta asfissiante nelle sua strutture monotone e a tratti ossessiva. Anal Blasphemy ci conduce nei cunicoli degli inferi, dove ogni tipo di perversione prende vita: nessun orpello atmosferico o melodico fa capolino nelle undici bestemmie proferite dal mastermind finlandese. Certo è che se tutti i capitoli fossero stati all’altezza di “Sexual Desecration of Islam Faith”, avrei gridato al miracolo o quasi: purtroppo dopo vari ascolti diventa talvolta difficile arrivare alla fine dell’album per via di una ripetitività evidente nel songwriting, talvolta un troppo debitrice ai padri di questo filone del Black Metal. “Bestial Black Metal Filth” è un album per provare sensazioni forti e per coloro che vogliono cogliere con ferale immediatezza la colonna sonora dell’inferno (prima di passare miglior vita), seppur con vistose pecche.

autore: Nivehlein