Il sesto album degli Shining si presenta da subito come il naturale proseguimento dell'evoluzione sonora del gruppo svedese; mettendo in mostra le qualità già note ma non mantenendo quella costanza qualitativa che ha contraddistinto i momenti migliori della loro discografia.
La proposta musicale si è ormai assestata verso un metal di difficile catalogazione in quanto pesca da diversi stili: di Black Metal ormai c'è rimasto davvero poco, mentre la vena Progressive ha preso decisamente il sopravvento; l'utilizzo di un riffing più "quadrato", di una cura sempre maggiore negli arrangiamenti e l'utilizzo di suoni molto potenti e puliti ha fatto il resto. Vero valore aggiunto rimane, come sempre, la voce di Kvarforth che regala anche in questo caso una prestazione maiuscola: espressiva e sentita, in linea con l'approccio musicalmente più vario assunto dal gruppo in questi ultimi album. Il disco parte cattivo con "Vilseledda Barnasjälars Hemvist", brano solido e trascinante ma anche piuttosto inquadrato. Molto meglio la seconda traccia dotata di un songwriting più variegato e accattivante, in cui la versatilità del gruppo si fa sentire e si arrivano a toccare i momenti migliori dei precedenti lavori. "Krossade Drömmar Och Brutna Löften" risulta varia, impreziosita da un bel solo di chitarra, ma anche un pò confusionaria e sembra non centrare esattamente il bersaglio; al contrario "Fullständigt Jävla Död Inuti" risulta essere uno dei brani migliori dell'album grazie soprattutto all'ossessivo ritornello.
Dopo la quinta, atmosferica e riuscita traccia strumentale (cover di un brano dei Seigmen), chiude l'album la lunga "Total Utfrysning". Qui i tempi si fanno più cupi e il gruppo prova a imbastire un brano più variegato. Il tutto senza riuscirci a pieno: la sensazione che in qualche modo il freno sia sempre un pò tirato e in sedici minuti il gruppo si limiti, ad allungare un pò il discorso lasciandosi trascinare in una canzone discreta, ma che con un pò più di coraggio (magari in un diverso utilizzo degli intermezzi di piano e del lungo finale) sarebbe potuta essere ben più riuscita.
E' questo il maggior difetto di questo nuovo lavoro: gli Shining hanno capacità tecniche e melodiche non indifferenti, ma si ha come la sensazione che non abbiano ancora il coraggio di slegarsi completamente da certi schemi e di abbandonarsi a un songwriting ancora più particolare. Il risultato è quindi un album che risulta tutt'altro che sgradevole ma che suona un pò come una copia imperfetta del bellissimo quinto album. Per i fan potrebbe bastare, per tutti gli altri forse no.
autore: IntoTheBlack
CREW'S TOMBSTONES
Zorn
[...] Ormai la deriva (evoluzione? progressione? … ?) verso un metal estremo di stampo negativo, è più che a buon punto per gli svedesi. Un male? Un bene? Di album in album propendo lentamente per la prima opzione, ma con “Klagopsalmer” riesco ancora a trovare un bilanciamento soddisfacente tra quel che mi piaceva degli “Shining di mezzo”, e quel che vogliono suonare oggi mostrando sempre qualcosa in più di prima. Di certo la matrice di base rimane, le sensazioni “alla Shining” anche, ogni tanto più chiare, altre volte più latenti e coperte da suoni più pesanti ed esecuzione più pestata ed evoluta. Tutto questo insieme, credo possa aprire sempre più ai fan dell’ultim’ora che scopriranno la band all'alba del 6° disco. Ecco questi svedesi secondo me: in alcune tracce “osano” innovazioni, ti piazzano due brani ottimi, vocals di gran livello, assoli da trapano dentistico, e un classico stacchetto atmosferico prima di chiudere con l’ultimo pezzo (bello e stra-classico). Lancio un appello: che qualcuno dica loro che possiamo anche stare per più di un anno senza ascoltarli. Non è nemmeno necessario annunciare la gestazione del nuovo, mentre quello attuale è appena uscito dal forno. Si perde tutto il profumo... sempre che non succeda per colpa della musica [...]