"Visionary" è un titolo azzeccatissimo per un album come questo. Visionario è infatti il modo di intendere, costruire e vivere il black metal per il gruppo norvegese dei Dødsengel, qui al debutto assoluto. All'interno di questo album gustiamo una splendida alchimia di tanta rabbia, schizofrenia pronta ad esplodere inaspettatamente, passaggi elaborati con atmosfere oscure, tracks che strizzano l'occhio al black & roll senza disdegnare alcuni ritmi tipici dei gruppi punk dei primi anni 80. Sicuramente un modo particolare ed appunto "visionario" di costruire black metal.
La prima tracks dopo l'intro, abbastanza meritevole peraltro, "Word Of Uncreation" è una riuscitissima icona di come alcune ritmiche punk possano tranquillamente e meravigliosamente fondersi con la velocità e la ferocia tipica del black metal di oltre un decennio fa, risultando aggressiva e furibonda quando necessario ma anche da "headbanging" in altri momenti. Evidente comunque che trattasi di episodi isolati in quanto i Dødsengel non possiedono una formula vera e propria per costruire i loro lavori, l'unica matrice comune in ogni capitolo resta la ferocia e, a tratti, un pò di caos. Parecchie parti di "Visionary" risultano infatti fin troppo confuse, più consone ad un assalto sonoro che spesso risulta inconcludente e troppo casuale. La sensazione è che il gruppo abbia voluto, in un certo senso, "strafare" a tutti i costi. Talvolta imboccano la strada del complicarsi troppo la vita, passando da ritmi lenti e riffs alla vana ricerca di un qualcosa di indefinito, ad assalti sonori con ritmi indiavolati e devastanti che lasciano "spiazzati" e, contemporaneamente, un pò insoddisfatti ("Djevelens Lys"). Brani invece come "The Opposing Ideal" o "Raziel" piuttosto che "Frelserens Ord" ci fanno invece intravedere le reali potenzialità di un gruppo come i Dødsengel, richiamando alla memoria atmosfere nere e cupe che solo i primi gruppi della prima ondata del black made in Norway riuscivano a creare. Devo ammettere che, inizialmente, non riuscivo a capire se i Dødsengel mi stessero "prendendo per il culo" ma dopo un lungo e non semplice percorso di assimilazione si riesce ad entrare in sintonia con "Visionary" e, indirettamente, con la malsanità delle loro menti.
Nel complesso ritengo l'album del gruppo norvegese comunque riuscito, in considerazione anche della difficoltà al giorno d'oggi sfornare un lavoro simile, particolare ed allo stesso tempo legato ad alcuni clichè, dovutamente presenti, del genere, con ben 12 brani per una durata complessiva di un'ora circa. Logico pensare e dedurre che, su una così vasta proposta di canzoni, alcune di queste possano destare anche qualche dubbio all'ascolto. Entrando nel dettaglio e condendo la nostra critica di pignoleria possiamo concludere che un paio di tracks potevano anche essere tagliate tranquillamente, ma... va bene così. Personalmente continuerò a seguire l'evoluzione futura di questi schizofrenici e malati musicisti.
autore: Horn
CREW'S TOMBSTONES
Zorn
[...] Devo ammettere che "Visionary" partiva già giovandosi delle mie simpatie, ma dopo alcuni ascolti non ho potuto che apprezzarlo. Confermo il chaos in alcuni passaggi, la follia, la rabbia e i rimandi citati. A me un disco così piace a priori, perché schietto ed imperfetto come è normale e bello che sia. In mezzo a tanto black metal artefatto, o ordinato, sentire suoni ruvidi e taglienti con queste vocals, a me fa soltanto che piacere. Una pecca: forse dura un pò troppo, e perde quel senso di "mordi e fuggi" che poteva giovargli [...]