PENSÉES NOCTURNES
"Vacuum"
Les Acteurs de l’Ombre Product (2009)

TRACKLIST
01. Lune Malade
02. Flore
03. Dés-Espoir
04. Coups de Bleus
05. Epitaphe
06. Repas de Corbeaux

DURATA
61:05 min.

Vaerohn parla di "Vacuum"
[...] “Vacuum” refers to the pointlessness of humans’ activities. Religion, politics, science, philosophical ideals, all these illusions which keep our mind busy and keep us away from our condition. Nothing we do has an existential foundation aside from spending time. As if life comes down to everything that allows us to forget life… But to take up Tchekhov’s thought “we have to live anyway” and paradoxically music, as a creative process, contributes to this kind of reconstruction after this calling into question. Pensées Nocturnes is a way for me to put everything on the table and then accept life as it is.This positive nihilism makes it possible to see life from a totally different point of view and to try to create something from this absurdity, something that you have chosen, something that don’t have to be conventional or “normal”. Just remember that nothing exist, everything has to be invented [...]

 

In tempi non sospetti c’era chi voleva convincermi, forse esagerando, forse no, che il metal è la forma musicale moderna più vicina a quella classica. Il solo project Pensèes Nocturne esaspera tale tesi puntando sulla fusione tra partiture nobili di archi, pianoforte, clavicembalo e compagnia colta, e quel metal di solito violento, nichilista e deprimente che chiamiamo depressive.
Piaccia o meno la proposta transalpina, che potrebbe stancare alcuni per i lunghi sprazzi extra metal, credo sia ingiusto non sottolinearne lo sforzo compositivo che fa di “Vacuum” un album dal tocco fascinoso, retrò, ricercato nella forma, e riuscito nella sostanza. Atmosfera, malinconia sofferenza (l'apertura di “Flore” è di quelle che mette i brividi), per musica espressiva, strutturata, approfondita e travolgente come “Epitaphe”.

In questi casi mi sovviene un dubbio: sono troppo selettivi (o snob) gli appassionati di classica quando storcono il naso e criticano chi si avvicina alla loro musica, o è il metallaro troppo “beone” (o ignorante) da esaltarsi appena ascolta un connubio come questo? Io credo che citare un tema famoso dal repertorio classico, proporre il notturno Op. 55 n. 1 di Chopin alla fine di un brano (“Flore”), e strutturare su di esso la seguente “Dés-Espoir” con continui cambi di luce e forma, sia gesto apprezzabile a priori senza per forza gridare il miracolo o sputare per terra schifati. Seguite con attenzione l'opener “Lune Malade” o l'elaborata “Coups de Bleus” (dall'incipit blues), e provate a contraddirmi quando sostengo che il mastermind Vaerohn mostra una spiccata sensibilità artistico/musicale.

Vacuum” è opera di un personaggio estroso, che ha saputo fondere due personalità forti, tutt'altro che disomogenee come poteva apparirmi all'inizio, senza relegare a contorno di lusso il pianoforte e i suoi simili, giusto per il vezzo di fare atmosfera in maniera ricercata. Una scelta saggia, che denota preparazione musicale e conoscenza della materia.
Il mio personale problema con un disco come questo è il sentore che vi siano margini di miglioramento enormi, che forse non verranno mai colti del tutto per i tipici limiti del metal quando cerca di uscire troppo dal suo steccato. Fisime a parte, la one man band Pensèes Nocturne è da promuovere e supportare per buon gusto e senso della melodia, ben bilanciati con la vocazione black metal depressiva.

E poi... non rompete le palle e provate voi a registrare un esordio come "Vacuum".

autore: Zorn

CREW'S TOMBSTONES

KarmaKosmik
[...] Progetto sulla carta interessante questo dei Pensees Nocturne, mischiare black metal con musica classica è sempre stato l'obiettivo di molti gruppi, sebbene pochi siano riusciti ad unire in maniera credibile i due generi. Vaerhon cerca addirittura di andare oltre, portando anche partiture jazz e blues in contesti musicali estremi. Il risultato finale non mi lascia soddisfatto, la parte classica non va' oltre orchestrazioni alla cradle of filth dei tempi d'oro, ed il resto risulta piuttosto pacchiano e disomogeneo. Alcune idee sono notevoli, forse l'aver messo troppa carne al fuoco ha confuso un po' le idee al giovane Vaerhon, ma l'importante è che queste ci siano e speriamo che in futuro si possa finalmente parlare con soddisfazione dei Pensees Nocturne [...]

Hellequin
[...] Progetto ambiziosissimo che ha superato una nuova barriera : fondere in maniera sublime un black metal melanconico, molto burzumiano, con inserti propri della musica classica. Il risultato è sorprendente, inaspettato e folle. Avessimo un album composto unicamente da canzoni come "Dès-Espoir", ora staremo parlando di capolavoro assoluto. Purtroppo Vaerohn, ha chiesto troppo a se stesso o ha voluto forzatamente amalgamare generi veramente agli antipodi tra di loro, come il blues, apripista di "Coups De Blues" che non riesce proprio a legare col black. In sintesi, una prima metà d'album strepitosa, una seconda da rivedere, dove smussare influenze allergiche dove necessario [...]