XASTHUR
"All Reflections Drained"
HydraHead Records (2009)

TRACKLIST
01. Dirge Forsaken
02. Maze Of Oppression
03. Achieve Emptiness Part II
04. Masquerade Of Incisions
05. Damage Your Soul
06. Inner Sanctum Surveillance
07. Obfuscated In Oblivion
08. All Reflections Drained

DURATA
56:42min.

 

Ottavo album per il progetto di Malefic che, dopo una fase centrale di carriera un pò fiacca, è tornato su ottimi livelli: a partire da quel "Subliminal Genocide" che ha ribadito le qualità di questo progetto in ambito Black Metal. Con il successivo -riuscito- album Malefic ha deciso di intraprendere nuove strade contaminando il suo sound con nuove soluzioni derivanti dall'ambient, dall' industrial e dal noise. Con "All Refelctions Drained" l'evoluzione continua e il risultato è un album tremendamente oscuro e ostico ma anche ricco di atmosfera e pregno di sensazioni genuinamente negative.

L'album è quindi figlio diretto del predecessore "Defective Epitaph", con in più un'ulteriore spinta verso suoni sempre più chiusi su se stessi, morbosi e criptici. Il sound sviluppato mette sempre più in secondo piano le chitarre, spesso relegate a un ruolo secondario, fatto di arpeggi inquietanti e melodie sinistre. Il tutto per fare spazio a synth e oscurissime tastiere cui spetta il compito di portare letteralmente avanti i brani (stupenda in questo senso la seconda parte di "Maze Of Oppression"). Il mix è decisamente riuscito e il tutto assume forme sempre più astratte, convogliando l'ascoltatore in un vero e proprio vortice sonoro che culla e ammalia. Effetto determinato anche dal fatto che gli interventi vocali sono molto ridotti: quando compaiono sono lamenti lontani che si alternano tra il classico scream e declamazioni inquietanti.
I tempi sono sempre lenti e strazianti senza accelerazioni o cambi di tempo, ma le tracce non si presentano come macigni monotoni, anzi presentano un songwriting solo all'apparenza semplice, ma che nasconde brani in evoluzione e ben impostati. Anche solo l'intermezzo "Achieve Emptiness Part II" presenta al suo interno tanti passaggi in continua metamorfosi: inizio maestoso, sample parlato, finale ambient.
La lunga e bellissima suite "Masquerade Of Incisions" è quella che maggiormente richiama il passato più propriamente Black Metal, soprattutto grazie a una prova vocale veramente da brividi. Molto cattivo l'inizio di "Damage Your Soul", traccia che poi si esaurisce in un bel finale noise/industrial. "Inner Sanctum Surveillance" si candida come una delle tracce migliori del cd grazie a un saliscendi sonoro inquietante e un finale dissonante di chitarra pulita.

Questo nuovo album di Xasthur ci mostra un artista in piena evoluzione, pronto a mettersi in discussione e senza paura di sperimentare nuove sonorità. Il tutto senza perdere un briciolo di credibilità: anzi, aumentando in maniera esponenziale la carica di disagio, di negatività e di oppressione della sua musica. Probabilmente il processo evolutivo porterà ad album ancora più bilanciati, ma i risultati fin da ora sono a dir poco entusiasmanti. Per quello che mi riguarda, uno degli album dell'anno, detto con la consapevolezza che questo resterà un album per pochi.

autore: IntoTheBlack

CREW'S TOMBSTONES

Zorn
[...] Sinceramente trovo “preoccupante”, nel senso positivo del termine, la metamorfosi in atto nella mente di Malefic, in quanto non è comune produrre un album tanto atmosferico, catacombale, sgangherato, liquido, allucinogeno, depressivo e tetro. E’ come se da “Defective Epitaph” si sia aperto un baratro assurdo sotto i piedi dell’americano, dal quale lui non cerca nemmeno di sfuggire. Il risultato è qualcosa di abbastanza complesso da seguire, che può passare per noioso e poco interessante ad un ascolto distratto. Provate invece a concentrarvi e ditemi se “All Reflections Drained” non vi procura gli incubi [...]

KarmaKosmik
[...] Dopo il nero pece di "Defective Epitaph" era chiaro che il termine depressive iniziava stare stretto al caro Malefic, e questo nuovo "All Reflections Drained" porta ulteriormente avanti l'unicità del progetto Xasthur. Eliminate in toto le vocals, il disco galleggia su una atmosfera nera e claustrofobica, dove l'ambient inizia a giocare un ruolo importante nel songwriting. E' un disco difficilissimo da ascoltare, poichè Malefic fa' veramente poco ad aiutare l'ignaro ascoltatore ad entrare nel suo mondo, e solo la presenza di determinati stati d'animo potrebbe far digerire il tutto. Sarà arte concettuale e non musica, ma chissenefrega... [...]