Precisazione obbligatoria è che questo "Domfeldt" non è il nuovo lavoro, in uscita a breve su Osmose Productions, dei norvegesi Slagmaur, ma bensì semplicemente la ristampa in formato digipack del loro demo del 2007. Provenienti dalla Norvegia, rappresentano un capitolo a parte rispetto alla scena sviluppatasi negli ultimi tempi a Trondheim ed anche musicalmente questo viene confermato.
Sicuramente di difficile assimilazione, gli Slagmaur propongono un black metal con venature drammatiche, quasi teatrali, con passaggi inusuali e particolari, di indubbia follia, creando atmosfere talvolta surreali e malsane, malate e deviate. Risulta veramente ostico talvolta intuirne i percorsi e comprenderne il punto d'arrivo. Ritengo infatti che alcune composizioni di questo "Domfeldt", siano parzialmente riuscite, nello specifico andrebbero maggiormente sviluppate ed ampliate: un crescendo nella vana attesa del colpo da manuale, di quel tocco in più che potrebbe differenziare un buon brano in un capolavoro. Questa è la maggior lacuna di "Domfeldt". Rimane l'amaro in bocca perchè non riesce ad esplodere completamente la follia insita negli Slagmaur. Altro non trascurabile limite è, senza ombra di dubbio, la durata del dischetto... troppo poco 27 minuti per essere spacciato per un full lenght! Per ragioni oscure, tra l'altro, la versione in digipack sostituisce due brani ("Ingers Lyddagbok" e "Aptorian Demon") presenti nel demo con due bonus tracks, di cui una mai rilasciata prima e l'altra composta in esclusiva per questa re-release in digipack. Temevano risultassee troppo lungo il CD? Comunque sia, non voglio accanirmi contro gli Slagmaur, sarebbe oltremodo ingiusto perchè la loro musica è comunque buona, più in altre release che in questo lavoro se vogliamo essere sinceri fino in fondo. Il precedente "Skrekk Lich Kunsthler", ad esempio, è un lavoro molto più completo e riuscito che ha fatto intravedere le notevoli potenzialità del gruppo e la lucida mente malata degli Slagmaur. Ascoltandoli si scivola in un tunnel spietato dal quale difficilmente si riesce ad uscirne, un labirinto di sofferenza voluta ed accolta come trionfo finale. Ritmiche spesso pesanti con suoni volutamente "dissonanti", se mi concedete il termine, che catturano ed ammaliano chiunque presti loro la giusta attenzione. Ci vuole tempo per ascolare e metabolizzare questi norvegesi ed errore ed ingiusto sarebbe liquidarli in poco tempo.
Attendendo il nuovo full, pianificato entro quest'anno, possiamo comunque addentrarci e conoscere meglio la musica degli Slagmaur anche tramite questo "Domfeldt", ma consiglio, per una visione più completa ed approfondita di dare spazio ai full precedenti come al già citato "Skrekk Lich Kunsthler" e "Svin", sicuramente più completi e riusciti.
autore: Horn