Ammetto che la devozione del qui presente per il solo project Sieghetnar rasenta la fede religiosa. A dimostrarlo, il mio rispondere “presente” ad ogni chiamata da quando la band ha iniziato a farsi vedere assiduamente sul mercato (troppo? Vedremo...). Questa volta è l'occasione di parlare dell'edizione ri-masterizzata del demo "Erhabenheit" ad opera della Ashen Productions, che ne cura la pubblicazione in digipack con tanto di foto finalmente chiara di colui che si cela dietro la musica.
Conoscendomi sono andato a colpo sicuro, non rimanendo deluso: musica ambient piacevole che non ha il compito di spiazzare, bensì coccolare, fusa all'uso mirato di chitarre “nevose” mai invadenti, a riempire un'atmosfera forse meno invernale del solito, ma più notturna. Dico forse, in quanto l'ipotetica ambientazione di "Erhabenheit" non è istintivamente evidente come per "Kältetod" dall’artwork abbastanza palese, e la accomunerei a quella di "Endlösung" (recensito qui), giusto per tentare una similitudine. I caratteri musicali salienti si confermano, compresa l'aura in un certo senso magica che stavolta s'interrompe con lo stimolante crescendo finale, in parte inaspettatamente "violento", quale viatico alla conclusione del brano tutt'altro che oscura, ma ariosa, e ritmata. L'assenza di vocals non pesa, dimostratesi evitabili da tempo, quindi accantonabili a favore dei synth, unico elemento a cui è giusto lasciare le briglia della musica del tedesco. "Erhabenheit" sviluppa la sua trama su melodie morbide dallo scorrere perlopiù pacifico, interrotto da momenti di stasi contemplativa dell'oscurità abbastanza suggestivi, se accolti nel giusto spirito vagamente incantato.
Esprimere un giudizio ulteriormente elaborato lo ritengo tutto sommato inutile in quanto, di fronte a tanta prolificità, diventano le motivazioni personali il vero spartiacque tra l’acquistare o meno tutto questo materiale, così come si potrebbe dire commentando Vinterriket. Se la vs. è pura passione per lo stile proposto, mista ad un po' di mania, noterete essenzialmente che le strutture, per quanto semplificate, riescono di album in album a sensibilizzare le corde giuste anche se si sta ascoltando un monoblocco musicale di circa mezz'ora. Se invece siete di passaggio in casa Sieghetnar, non pretendo andiate in cerca di tutte le sue release, che potrebbero apparirvi troppo ravvicinate tra loro per stimolarvi davvero.
autore: Zorn