
SHADOWS GROUND
"In Eternal Coldness of the Night"
Black Hate (2009)
TRACKLIST
01. In Unholy Fog of Death
02. Our Truth
03. In Eternal Coldness of the Night
04. Black Sorrow
05. Requiem
06. Throne of Katharsis
07. Coldness And Pain
08. Only Death is Real
DURATA
42:24 min.
Waam parla di “In Eternal Coldness of the Night"
[...] This is album Pure Black Metal. Only the cold, only darkness, only death! No complex structures, all the attention on the line of guitars while the drums extremely primitive. Is an attempt to revive the Norwegian Black Metal 90. But I think we were not able to recreate the unique atmosphere. The sound is not quite cold. I think the best review is - good idea but poor execution. The best crimes are Black Sorrow, Throne Of Katharsis, Only Death Is Real. Do not wait for the next album that something similar "In Eternal Coldness Of The Night". "Black Dead Winds" is coming... [...]
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“ è un genere morto da ormai dieci anni ” ; "oggi non ha più senso ascoltarlo” ; “agli albori era un'altra cosa ” e bla bla bla bla… . Che palle. Se il black metal fosse davvero morente come gli annoiati e gli esigenti sostengono, i quattro cani spelacchiati che si sbattono per CovenantZine si troverebbero sotto un pergolato a bere birra, fare gara di rutti, e ripetere come dei vecchi rincoglioniti le solite cavolate sulle "controverse" vocals di "De Misteriis Dom Sathanas". Invece capita di sbirciare i mailoder e trovare ancora oggi album come “In Eternal Coldness of the Night“ degli Ucraini Shadows Ground.
Sì, è vero, basta conoscere due “acche” di storia musicale specifica per capire che il duo in questione non fa altro che premere “ctrl + c" e "ctrl + v” dopo aver selezionato con il mouse “Transilvanian Hunger”, forgiando poi il risultato che ne deriva secondo il proprio gusto. E allora?
E' palese che brani come “In Unholy Fog of Death” oppure “Black Sorrow” sono dei puri e semplici revival di quegli anni meravigliosi, in cui i musicisti nordici parevano trasformare tutto in oro al semplice tocco, ma è proprio in questo il bello.
La musica degli Shadows Ground è defunta in partenza, ma per lo stesso motivo teoricamente immortale come una carrellata di omaggi a notte, oscurità, e morte, ritmati con un drumming piatto, senza soluzione di continuità e scarno fino all’osso. Otto tracce derivative, circa quaranta minuti. Tutto facile, come l’ennesimo libro poliziesco veloce da leggere. Il riffing è ripetitivo, ipnotico, marcio, freddo, rigido come i “russi” sanno fare, ma per quanto mortifero ha un’anima (tetra) che esplode completamente nella bellissima title track, o nell’esaltante “Throne of Katharsis”, evocativa come i migliori brani raw black. “In Eternal Coldness of the Night“ è un prodotto discografico puramente underground, si ascolta molto facilmente, ed ha la dote di crescere gradualmente dal punto di vista delle sensazioni. Un “Requiem” che sancisce la fine di tutte le velleità di contaminazione di chi è stanco di sentire quattro accordi in croce. E vi dirò di più: ascoltarlo, mi ha fatto apprezzare maggiormente un altro album recente della stessa matrice, cioè “Under the Crust” dei Witchcraft (recensito qui). Ah! Le magie che ragala la passione per questa musica...
“Only Death is Real” !
Come gridano Waam e Navash con cognizione di causa, così come si dice da anni nell’ambito black metal. Scusate, ma per me non è poco, quindi promuovo gli Shadows Ground.
autore: Zorn
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