Del gruppo ungherese dei Dusk la mia memoria ricorda unicamente il full del 2005 "Carpathian Darkness", album che, a dire il vero, non mi aveva particolarmente impressionato scorrendo senza infamia e senza lode per l'intera durata e lasciando alcuni passaggi ben fatti e altri molto meno. Tale premessa, comunque, non sarà un pregiudizio per una valutazione critica ed equilibrata di questo nuovo lavoro dal titolo di "Örök Halálban".
Facile intuire la mia perplessità nel trovarmi al cospetto di un full di tre canzoni per un totale di quasi 40 minuti con l'aggravante di una track di quasi 17 minuti creata dai Dusk... Stiamo parlando di Burzum? No.. dei Dusk ungheresi! Credo che anche il più incallito scommettitore non avrebbe azzardato la benchè minima puntata. Tornando a noi ed alla nostra critica mi sono dovuto parzialmente ricredere invece perchè, se in passato, il gruppo imboccava spesso sentieri tediosi, con l'opener "Egy Megszakadt Holt Lélek" questo non è avvenuto. Canzone con poche accelerazioni e che riesce a mantenere per l'intera durata un unico filo conduttore plasmato nell'odio e nella malvagità di cupe e nere atmosfere. Se mi ha letteralmente stupito e ben impressionato la prima traccia del nuovo Dusk, un pò meno, invece, la successiva "Örök Halálban", canzone piuttosto ripetitiva e con pochi spunti interessanti. Monolitica si, ma leggermente inconcludente. Superba invece risulta la chiusura del disco, affidata alla splendida "A Pokol Kapuja" che riprende le atmosfere nere e sulfuree che fanno la fortuna di questo sesto full lenght del gruppo ungherese.
Credo però che, pur parlando di un piacevole ascolto, un disco del genere non possa bastare ad elevare i Dusk a gruppo "imperdibile" e temo che questo "Örök Halálban" finirà, col tempo, tra i vari milioni di buoni lavori che altro non fanno che prendere polvere in qualche scaffale o mensola.
autore: Horn