TRIST
"Zrcadlení Melancholie"
De Tenebrarum Principio (2007)

TRACKLIST:
01. Poslední Cesta
02. Trnový Labyrint

DURATA
37:28 min.

 

Vista a posteriori, la scelta di sciogliersi rappresenta quel gesto di buon senso che spesso si chiede alle band che hanno già detto tutto. I Trist, abbandonando il palco in un momento significativo, senza tentare il salto nel vuoto snaturandosi, fissano nella storia del genere due capitoli musicali, apprezzabili o meno, ma che meritano un tributo nella loro particolarità (escludo volutamente dal discorso “Stíny”, stilisticamente più comune).

Le avvertenze nel caso di “Zrcadlení Melancholie”, sono le stesse del disco che l'ha preceduto, in quanto ne riprende l'andazzo, la track list impegnativa, la sensazione di sprofondare in catalessi (o il rischio?), ma con l'aggiunta di un artwork ancor più esplicito ed affascinante, se preso con il distacco dovuto.

Per quanto possibile, dati i paletti imposti dal depressive di questa frangia, la coppia evolve il proprio stile senza stravolgerlo nell'essenza, in un'atmosfera dalle note complessivamente meno oppressive e più “ariose”, sempre che termini tali abbiano un senso in un contesto del genere. Di “Sebevražední Andelé” restano comunque la malinconia, il disagio, la freddezza di un sound meglio prodotto ed un po' meno rumoroso, in cui i testi vengono articolati da vocals straziate e strazianti, perchè l'eccesso non manchi mai. E' però il buon dinamismo ritmico, soprattutto della batteria meno elementare e più vitale, la vera novità evidente, a rinvigorire l'andamento di riff leggermente più strutturati. Devo ammettere che pur avendo auspicato io stesso qualche cambiamento, così suonato, il black metal dei Trist perde qualche punto di gradimento presso il sottoscritto, che preferiva l'incedere del primo full.

“Sebevražední Andelé” e “Zrcadlení melancholie” suonano abbastanza simili, chi aveva capito il primo, potrà affrontare meglio il secondo, dal booklet del quale estraggo la seguente citazione di gioia e speranza: “Life is about pain, depression and reveries. No Fucking Happiness”. Per non avere dubbi, per non farsi venire l'idea di sorridere mentre si ascolta i Trist. Morti o vivi che siano...

autore: Zorn