SIEGHETNAR
"Hymne der Zerbrechlichkeit"
Nordsturm Productions (2009)

TRACKLIST
01. Hymne der Zerbrechlichkeit

DURATA
51:04 min.

 

Sento dei mormorii in platea o sbaglio?
Come dite? Ne avete le palle piene di leggere una recensione che tratta dell'ennesimo disco dei Sieghetnar? Posso capirvi, ma fatevene una ragione di fronte al nuovo "Hymne der Zerbrechlichkeit", altra relase “stricly limited” a 50 copie e, manco a farlo apposta, costituita da una monotraccia imperniata sull’ormai classico (O scontato? O abusato? Fate voi…) duetto “ambient Vs. black metal” senza vocalizzi. I panorami descritti per l'occasione li sento più vicini alle tendenze nevose di "Bewußtseinserweiterung" o "Kaltetod", e rivolti, tanto per cambiare, principalmente al gruppo degli affezionati del solo project.

Date le sue peculiarità, è chiaro che il pubblico a cui punta l’album deve voler assecondare completamente il lento svolgersi dei temi musicali essenziali che costituiscono il pezzo, lasciando prevalere la sensazione di composta ed ammirata contemplazione del freddo, capace di indurre uno stato di rilassatezza ancora una volta molto piacevole. Come evidente in altre uscite dei Sieghetnar, non posso negare la semplicità di alcune strutture, tutte basate sulla leggerezza delle atmosfere e l’uso al momento giusto, dell’idea giusta. Capito questo, buona parte del lavoro di comprensione dell’album è svolto, rimane l’accettare i ritmi medi delle parti più “veloci”, i tocchi di tastiere richiamanti in maniera abbastanza evidentemente quel Conte neo uomo libero, e l’aggiunta di un drumming meno lineare del solito, al quale però bisogna un po’ abituarsi.

A differenza di "Endlösung”, altra edizione speciale in parte raffazzonata dal punto di vista estetico, "Hymne der Zerbrechlichkeit" si presenta più curato, con un digipack di qualità legato da un nastrino a fascetta sui è ricamato il titolo. All’interno un piccolo ritaglietto dalla bibbia ed un foglio stampato con alcuni versi dell'artista, che non conoscendo il tedesco purtroppo non posso commentarvi.

Non c’è molto altro da aggiungere. La mia speranza è che a forza di rompervi l’anima con questi Sieghetnar qualcuno di voi vi presti attenzione, perché senza strafare o aprire chissà che mondi inesplorati, ritengo che il tedesco sia in grado di essere un ottimo compagno di viaggio. Bisogna soltanto chiamarlo con sé… al momento giusto.

autore: Zorn