Sarebbe vergognoso non ammettere che il motivo principale per il quale il sottoscritto ha acquistato a suo tempo questo mini è per la presenza di Frost dietro le pelli di questo progetto norvegese. La fortuna ha voluto che in breve tempo questa band si è trasformato da semplice side project in stupenda sorpresa impegnata a rimanere nel tempo, per dilettarci con un sound devastante come pochi.
Ma torniamo agli inizi, e nella fattispecie a questo omonimo lavoro rilasciato dalla Holycaust. Tre pezzi (più una cover dei Celti Frost) che, anche se in forma ancora acerba e incompleta, delinenano da subito i tratti somatici dei 1349: un sound potente, violento, basato principalmente su un lavoro ricercato delle chitarre, ben supportato dall'ormai ovvio lavoro del batterista satyriconiano e innalzato dalle vocals di Ravn, in possesso di un rantolo morboso al punto giusto.
Certo, nel 2001 questi pezzi possono sembrare scolastici e semplice esercizio di stile per musicisti che provengono da un paese come la Norvegia, ma nonostante tutto risulta essere una spanna sopra gran parte del materiale uscito lo stesso anno, soprattutto quello prodotto dai connazionali di Frost e soci.
Daltronde chi conosce bene la band, non potrà negare come "Chaos Within" possa benissimo essere un pezzo tratto dai lavori successivi, se riregistrato con gli stessi suoni. Un lavoro non entusiasmante, ma di buon livello, degno di nota soprattutto per essere stato il battesimo di sangue di una delle più interessanti band norvegesi nate in questo nuovo millennio.
autore: Ceska Zurivost
CREW'S TOMBSTONES
Duke Fog
[...] Tre canzoni, 3 pugni in faccia, con quella produzione misteriosa ed un Frost tenuto quasi in secondo piano ma che rende forse meglio. Alle prime due và la mia preferenza, riff efficaci e prova maiuscola di Ravn. [...]