Non vorrei passare per scontato o banale ma già dalla copertina, questo EP prometteva molto bene. Aspettavo al varco i Black Majesty e, nella fattispecie, attendevo un full lenght che uscirà, chissà quando, su FMP Prod. E' arrivato invece questo EP dal titolo "Seventh King Of Edom", uscito per Death Ritual e limitato a 418 copie numerate a mano (non una novità ormai) ed aperto su tre lati con testi stampati all'interno.
Ascoltando il precedente demo "Baphe Metis" il nome Black Majesty era finito di diritto tra i primi posti dei gruppi da tenere sott'occhio. La musica della band norvegese, formata unicamente da His Black Majesty, entra subito nel vivo con "Thus Singhet The Sword Of Curse, Key Of Truth", una canzone greve dalle cupe e pesanti atmosfere, tetra quanto basta per ammaliare l'ascoltatore, trasudando malvagità con ritmi a volte serrati a volte ipnotici. Colpisce come il tutto sia rivolto e incentrato proprio sulla creazione di queste arcane ed oscure atmosfere più che su riffs o ritmi particolari. Lo si evince anche con la track successiva "Ad Portas Mortis" che in realtà finisce con l'essere quasi un rito diabolico vero e proprio dove il testo altro non è che il titolo stesso della canzone ripetuto all'infinito.
E' terminato il lato ma non ho ne tempo ne voglia di trarre conclusioni tanto è il desiderio morboso di proseguire l'ascolto del lato B di questo dischetto, qua chiamato "True Will". Stavolta ad attenderci è un rito evocativo vero e proprio di una malvagità quasi palpabile. Finisce il lato la splendida "From The Kingdoms Of Edom, Come Ye Forth", oscura ed arcana con ritmi ritualistici che sembrano narrare profezie maledette dei tempi che furono. La migliore di questo, purtroppo, breve lavoro che ha avuto la capacità ed il merito di lasciarmi senza parole e con le lacrime agli occhi.
Solo un neo accompagna il lavoro dei Black Majesty, ovvero la scarsa durata complessiva di questo "Seventh King Of Edom". Chissà quanto dovremo attendere il prossimo capitolo di questa nera creatura che rispolvera ed innalza nuovamente il paese dei fiordi a ruolo primario della scena black metal mondiale. Ruolo che le spetta di diritto.
autore: Horn