
ZERIVANA
"Velesvarun"
Echoes Of Koliba Productions (2008)
TRACKLIST
01. Kontakt Z Duchami Przodkow
02. Milczace Oblicza Jesiennych Bostw
03. Kurhany We Mgle
04. Pierswsze Tchnienie Zmierzchu
05. Pod Blekitnymi Niebiosami Aryi Dumnie Lopocza Slowianskie Sztandary
06. Znak Swarozyca
07. Wspommnienie Kolby
08. Na Wieki W Szum Puszczy Bezkresnej Sie Zmienie
09. Velesvarun
10. Zacmienie (Gdy Zmij Pozera Tarcze Slonca)
11. Taniec Z Poludnica
12. Silesia (W Krainie Rogatego Boga)
DURATA
43:36 min.
Zerivan parla di "Velesvarun"
[...] "Velesvarun" is a concept album based on a man's attitude towards the three main Slavic Gods: Veles - horned God of magic and underworld, Svarog - the
God of Sun and fire and Perun - the great Thunderer. Thus the title "Velesvarun", meaning that the three main aspects of the Universe are in fact One.
Musically it was intended to be something different from what the contemporary Slavic folk/ambient/black metal scene presents. Whether I have succeeded or not you decide yourself. I wanted to make an album where inspirations by the great classical composers like Chopin meet the antiquity of the Slavonic folklore. I will always go my own unique way eternally inspired by the great creations of others [...]
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E' sempre interessante quando un musicista cerca di trasportare in musica le emozioni, i retroscena e la vitalità della propria cultura, delle proprie radici, soprattutto quando evita di utilizzare simbologie e ideologie che hanno poco a che fare con la CULTURA con le lettere maiuscole. Il progetto Zerivana è uno di questi casi: composto dal solo Zerivan, l'idea di fondo nasce addirittura nel 1999, quando il mainman decise di dare vita alle proprie visioni ispirate dall'antico mondo slavonico sotto forma di poesie e scritti. Solo nel 2004 viene finalmente fatto il passo verso il mondo musicale, che nel 2008 porta all'uscita di questo "Velesvarun", il primo lavoro completo.
Nonostante le influenze di cui sopra, il contenuto sonoro è ben lontano dall'essere il tipico dischetto folk come già tanti ne possiamo trovare in giro: le atmosfere e le sensazioni folk sono infatti rivisitate ed adagiate in un ambito neo-classico\ambient a tratti quasi vicino a certe colonne sonore. Dodici canzoni che ci portano per mano attraverso le rovine e la storia, tra pianoforte, tastiere, sample, drum-patterns associati a strumenti tipici reali, creando immagini di natura incontaminata e pura che un tempo ha fatto da sfondo a culture e popolazioni scomparse nel corso dei secoli. Caratteristica vincente dell'album è un certo senso di varietà, come il passare da una song quasi dark-ambient ad un'altra quasi di solo pianoforte, ma senza salti netti tra una canzone e l'altra, senza realmente percepire le nette differenze che possono caratterizzare la tipologia delle varie composizioni. Esempio lampante la piccola suite pianistica "Milczace Oblicza Jesiennych Bostw", seguita a ruota da "Kurhany We Mgle", dove percussioni tribali e tastiere alla Vinterriket creano un'atmosfera oscura e densamente sciamanica.
"Velesvarun" è pagano, folk, ma al tempo stesso romantico, nostalgico, ora solare ora oscuro, è un vortice di emozioni che in alcuni passaggi tocca il cuore, come ad esempio in "Pod Blekitnymi Niebiosami Aryi Dumnie Lopocza Slowianskie Sztandary" (argh), basata su una melodia struggente che si rincorre per quasi tutti i 6 minuti di durata, o come nella titletrack, pezzo di solo pianoforte molto romantico. L'ascolto dell'intero lavoro scorre via in maniera piacevole, e per esperienza posso dire che risulta ottimo sia in situazioni più dedicate (penombra, sdraiati e totalmente devoti all'ascolto), sia in situazioni più "giornaliere", come sottofondo durante altre attività, a dimostrazione di un risultato più che buono e che mi sento di consigliare non solo a chi è solito muoversi in questi meandri sonori, ma anche a chi è alla ricerca continua di musica carica di atmosfera e significato. Nota finale per la confezione, un bel digipack corredato di tante foto a sfondo naturale molto belle e perfettamente in linea con alcune delle atmosfere sognanti presenti nell'album.
autore: Destroyer
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