OFERD
"Oferd"
Miriquidi Productions (2008)

TRACKLIST
01. Farewell
02. Oferd
03. Likgiltig
04. Diabolical
05. Helvetets Maskineri
06. Djäfvulens Bländverk

DURATA
50:00 min.

 

La rete pare essere avara di notizie in merito agli svedesi Oferd, dei quali si riesce a strappare un semplice collegamento con gli Svarti Loghin, ottimo act proveniente dalle stesse latitudini, ed una frase come: “No members are revealed for the fact that the focus should be on the music, not on the members”. In effetti, almeno parte di questo “Oferd” giustifica con la corposa solidità messa nel riffing l’inutilità del conoscere dettagli sulla band, in quanto a parlare (bene per giunta) sono i 3/6 dell’album.

C'è tanto gusto retrò tipicamente svedese nel loro esprimersi medio veloce che lascia risuonare la buona distorsione senza soffocarla, in connubio ad una serie di elementi a mò di collante tra musica, testi, artwort e sensazioni che rimandano a natura, morte, freddo. Tutti elementi in bilico tra l’essere pregi e difetti, impreziositi o appesantiti da un lavoro di chitarre che indugia volontariamente sulle soluzioni risultando pesante nei brani meno ispirati, ma valore aggiunto in quelli migliori.
Oferd” è evidentemente migliorabile, ma sa attrarmi con la buona vecchia sensazione di “tristezza black metal” di “Farewell” e “Likgiltig”, tanto classiche quanto evocative, perfino emozionanti quando le chitarre di una paiono piangere l’ “Addio”, e il rallentamento dell’altra enfatizza il parlato epico. Ma non è tutto oro quel che luccica per cui, dopo l’interessante title track, già con la valida “Diabolical” l’album inizia a mostare i primi cedimenti scivolando progressivamente verso la mia voglia di “skippare” “Helvetets Maskineri”, fino al desiderio di stoppare anzitempo l'insipida “Djäfvulens Bländverk”, chiudendo la partita col disco.

Sensazioni contrastanti quindi, sulle quali mi piace però far prevalere un senso di fiducia nei confronti dei momenti più riusciti, a dimostrazione che gli Oferd hanno una fiamma nera da cui attingono l’ispirazione... sempre non si tratti di un fuoco di paglia.

autore: Zorn