1349
"Beyond The Apocalypse"
Candlelight Records (2004)

TRACKLIST:
01. Chasing Dragons
02. Beyond The Apocalypse
03. Aiwass Aeon
04. Necronataleheten
05. Perished In Pain
06. Singer Of Strange Songs
07. Blood Is The Mortar
08. Internal Winter
09. The Blade

DURATA
47:32 min.

 

Il secondo lavoro dei 1349 riparte precisamente da dove si era fermato il precedente "Liberation", manentendo inalterati tutti i caratteri somatici del sound in esso manifestato e aggiungendo, ma sarebbe meglio dire migliorando, il tutto. I singoli dettagli che caratterizzano la band non cambiano ma si esaltano, si elavano, si affinano, fino a dare vita ad un album che supera in qualità il già più che buono debut.

L'opener "Chasing Dragon" (una delle migliori song della band, se non la migliore) basta da sola a mettere la parola fine sulla vostra esistenza. Sound bestiale, intensità devastante, un pezzo che toglie il fiato. Come per "Liberation", tutto "Beyond The Apocalypse" è un'entità indivisibile che va gustato e assaporato dall'inizio alla fine, ma è impossibile non estrapolare alcuni titoli che meritano il premio di alcune delle canzoni mai sentite negli ultimi tempi in questo genere. Oltre alla succitata opener, parlo anche di "Aiwass Aeon", che mostra come le influenze old school thrash abbiano un ruolo ancora più importante e netto nel sound della band; "Singer Of Strange Songs" sembra dipingere la mente di un serial killer; "Internal Winter", in cui la band per un momento smorza leggermente i toni e mostra una duttilità fuori dal comune, mantenendo degli standard più che ottimi.

Come detto in precedenza, i 1349 non cambiano di una virgola, ma a questo giro sono in possesso di una maggiore consapevolezza nei propri mezzi, altrimenti non si spiegherebbe l'elevatissima qualità di questo album. Se le chitarre erano interpreti principali, ora lo sono ancora di più: le trame descritte sono malefiche, spesso intricate, spesso fottutamente thrash e classiche, ma il modo in cui vengono usate crea un qualcosa di unico. Il drumming di Frost assume connotati quasi indescrivibili, c'è da rimanere di stucco a sentire quello che crea dietro il suo drum kit, e insieme al bassista Seidemann danno vita ad una delle sezioni ritmiche più ignoranti, complicate e veloci in circolazione. Sono riusciti in poco tempo a creare la loro dimensione, e stanno lavorando alla grande per creare ogni volta della musica di ottimo livello, e fino a questo momento non sembrano interessati a mollare la presa.

Un altro tassello che non può mancare nella vostra grotta.

autore: Ceska Zurivost


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