LUX FERRE
"Atrae Materiae Monumentum"
Ketzer Records (2009)

TRACKLIST
01. O Caminho
02. The Bell Of Fate
03. Atrae Materiae Monumentum
04. Correntes
05. Pira
06. Breu
07. Thirst Of Despair
08. Dormente

DURATA
40:31 min.

 

Secondo album sulla lunga distanza per i lusitani Lux Ferre, che tornano a cinque anni di silenzio da "Antichristian War Propaganda" e a quattro dallo split "Acerbus Morti". Rispetto al full d'esordio e ai demos che l' hanno preceduto, questo "Atrae Materiae Monumentum" presenta delle notevoli differenze, per le quali possiamo quasi parlare di “stravolgimento” stilistico.

Innanzitutto dimenticate il Black metal sparato e ultra violento che avevate potuto gustare in passato. Cinque anni non sono pochi e qualcosa deve essere successo in casa Lux Ferre. Il Black metal veloce, blasfemo e selvaggio si è "ammorbidito", presentando un alone maggiormente atmosferico e malinconico. Alle parti tirate si alternano tracce cadenzate e appesantite da riverberi plumbei e amari: è palpabile la dimensione più intimista e riflessiva che permea la musica del combo portoghese. Anche per quanto riguarda l'artwork si nota la maggiore sobrietà della copertina, rispetto a quelle più empie ed irriverenti del passato.
La novità delle coordinate stilistiche si avverte sin dalla mesta opener "O Camino": dalle atmosfere fosche e dolorose, si trascina quasi agonizzante per poi velocizzarsi su dinamiche ferali dal retrogusto diabolico. Una patina grigia e densa avvolge la musica dei Lux Ferre, dandole un tocco nebbioso e asfissiante: si ascolti la conclusiva “Dormente”, dal pathos decadente e dalla cadenza febbrile, un vero e proprio viaggio nei meandri di una psiche distorta e morbosa. In canzoni come “Pira” e “Correntes”, melodie sinistre e spettrali si uniscono ad un retrogusto carico di sofferenza e amarezza, alternando patterns riflessivi a dinamiche veloci e abrasive come gelide folate di vento. Il sound compatto, costantemente angoscioso, attraversato da sfuriate nefaste e opprimenti, è il marchio di fabbrica dei nuovi Lux Ferre: una svolta “introspettiva” nell’esprimere le loro posizioni anticristiane, in modo meno diretto e “rozzo”, utilizzando una forma più complessa e ricercata. Un nuovo inizio più che un disco di transizione che presenta lati positivi e negativi: la musica dei portoghesi, grazie al nuovo corso intrapreso, ha ottenuto un tocco di personalità che mancava nei precedenti lavori, risultando meno scontata. Contemporaneamente ho trovato nell’album alcuni passaggi poco ispirati e un po’ anonimi, insieme a qualche calo di tensione che ho avvertito soprattutto nella prima parte del lavoro. Nonostante il risultato un po’altalenante, i “nuovi” Lux Ferre lasciano ben sperare per il futuro, soprattutto se sapranno continuare su questa strada sviluppandone i lati positivi: “Atrae Materiae Monumentum" è un disco riuscito a metà ma che almeno riesce ad emozionare.

autore: Nivehlein