TENEBRAE IN PERPETUUM
"L'Eterno Maligno Silenzio"
Debemur Morti (2009)

TRACKLIST
01. Percepire La Luce Attraverso Il Sepolcro
02. L’Eterno Maligno Silenzio
03. Dissoluzione In Preghiera
04. Incubo Rosso Cupo
05. Il Morto Cthulhu Aspetta Sognando
06. Dei Corpi Silenti
07. Rapitemi, Anime Della Natura
08. Oltre I Confini Umani

DURATA
38:30 min.

 

Quindici anni fa dischi così finivano dritti come fusi nell'albo d'oro del black metal, ma non sarà certo una banale questione temporale e sminuire un lavoro come "L'Eterno Maligno Silenzio", allo stesso tempo classico, nordico e raggelante come da tradizione, ma anche moderno data la cura dei suoni, efficacissimi e per nulla sputtanati, trasudanti quel carattere preciso che da sempre li contraddistingue quando si parla di Tenebrae in Perpetuum.
Secondo il mio modestissimo parere, è con questa energia messa in musica, mista ad un alone maligno onnipresente (devo citare "Dissoluzione In Preghiera" ?) , che si finisce dritti nell'elite dei dischi da ricordare dell'epoca post “prima ondata scandinava”, e sicuramente nella top five del 2009.

Se non mi credete, perchè siete degli scettici che ho voglia di sbugiardare, provate a resistere al tiro pauroso dell'accelerazioni di ”L’Eterno Maligno Silenzio”, stracolma di pathos, o all'affondo di “Dei Corpi Silenti”, entrambe taglienti come rasoiate e fredde quanto palazzi di ghiaccio dall'aura malefica. Opponetevi, se ci riuscite, al leggero tocco di tastiere che s'insinua al momento giusto nel riffing di “Percepire La Luce Attraverso Il Sepolcro”. Dimostratemi che siete in grado di rimanere imperturbabili all'assalto furente al pari di una tormenta di neve di "Incubo Rosso Cupo", o alle sfumature atmosferiche della doppietta “Il Morto Cthulhu Aspetta Sognando” (bellissima), e ai cori semi epici, raffinati e senza eccessi che danno il meglio in “Dei Corpi Silenti”, mentre vi ronza ancora per la testa quanto scritto da Atratus per dar voce alla traccia precedente ("Quando le stelle torneranno dopo cicli incalcolabili / Nelle giuste configurazioni nel cielo dell'eternità "). La voce, appunto, elemento di rinnovamento curato dal neo membro Ildanach, espressiva senza cedimenti, duttile, cartavetrata e perfettamente inserita nell'ispirazione di base che guida ogni minuto di questo album dai testi tutti da leggere, esplosivo e furioso in ogni ripartenza battezzata da un drumming solido come sempre.

Non ci crederò mai, nemmeno se lo vedessi, che siete capaci di restare superiori a quanto vi ho descritto, pertanto ho vinto: i Tenebrae in Perpetuum sono una band di livello superiore, pronta a dare un colpo di spugna ai dubbi che mi lasciò il precedente "Antico Misticismo". Questa è "l'evidenza dei fatti" (cit.), ed è per questo che mando preventivamente affanculo chi volesse accusarmi di campanilismo. E poi sì, anche se fosse, lo scrivo con ancora più soddisfazione: il terzetto in questione non è scandinavo o americano bensì... completate voi i puntini. Mangiatevi le dita, voi che non ne siete connazionali.

“L'oscurità domina la mente sotto un cielo grigio e pesante / E la notte si scioglie nel giorno, rubando il senso della realtà”
by Numinas of Krhom (2008)

autore: Zorn

CREW'S TOMBSTONES

Nivehlein
[...] Non posso che sottoscrivere tutto quanto detto da Zorn dalla prima all'ultima riga. I Tenebrae In Perpetuum tornano con un lavoro si attesta e oltrepassa i fasti di quell'indimenticabile "Onori Funebri Rituali". Songwriting da brividi, atmosfere agghiaccianti con un mood che definirei liturgico e le vocals di Ildanach coinvolgenti ed espressive come non mai. Un album senza tempo, intenso ed ispirato come raramente se ne trovano oggi [...]