AZAGHAL
"Omega"
Moribund Records (2008)

TRACKLIST:
01. Tämän Maailman Prinssi
02. Pirun Verta
03. Kuolonkäärme
04. Vihani Raivoavina Valtamerinä
05. Maailman Viimeinen Yö
06. Kuolemankultti
07. Tuhkaan Kirjoitettu
08. Kaikkinäkevän Silmän Alla

DURATA
44:54 min.

Narqath parla di "Omega"
[...] I am very satisfied with Omega, it offers 100% black metal with no compromises,
sure, it isn't the most original stuff in the world, and nowadays with all the artsy-fartsy post-black metal stuff going on, there isn't enough of these kind of releases. [...]

Da sempre considerati uno dei gruppi di punta della scena black finladese assieme agli Horna, gli Azaghal giungono al loro settimo full-lenght a ben due anni dal precedente e controverso "Luciferin Valo".
Cambiata nuovamente etichetta, lasciando la nostrana Avantgarde per approdare alla Moribound, il quartetto finlandese ci da in pasto questo nuovo lavoro dal emblematico titolo di "Omega".

Se nel precedente album, Narqath e soci avevano cambiato decisamente rotta, rinnegando in parte il moderno thrash black del riuscitissimo "Codex Antitheus" in favore di un ritorno alle origini raw con tanto di vecchio logo annesso.Ora con "Omega" la band rimescola ancora una volta le carte in gioco, facendo confluire in tale disco diverse influenze del passato, ma anche piccoli estratti tipicamente Wyrd, il famoso side-project del leader Narqath. Infatti, sono molti in punti in contatto con due album del passato quali "Kyy" e "Perkeleen Luoma" dove la band ha iniziato ad innestare nel proprio sound di marca tipicamente Darkthrone molti elementi di stampo slayeriano, ma sono anche presenti piccoli inserti di synth che non possono non ricordare i Wyrd dell'ultimo periodo.

L'opener "Tämän Maailman Prinssi" è un assalto all'arma bianca che potrebbe tranquillamente stare in un qualche disco degli Slayer, sebbene la produzione, molto "grassa" e zanzarosa, e gli arrangiamenti, batteria sparata e chitarre in perenne tremolo, siano tipicamente black. Di stampo più canonico è invece la successiva "Pirun Verta" con il suo riffing vorticoso ed incessante, ottimamente sorretto da un Varjoherra in splendida forma a stritolare le proprie corde vocali.

La vera sorpresa arriva con "Quetzalcoatl", brano dedicato al dio serpente atzeco, uno strano mid-tempos arricchito da uno breve break di soli synth, che passano velocemente da un atmosfera oscura e tribale ad un'altra più ariosa e melodica, rotta immediatamente da un assalto black decisamente riuscito, con lo screaming di Varjoherra a duettare con la voce pulita di Narqath. A mio personal parere, questo è decisamente il brano più riuscito del disco, sebbene l'influenza dei Wyrd è fin troppo evidente. Se "Kuolonkäärme" è un palese riempitivo, la successiva "Vihani Raivoavina Valtamerinä" desta più di un qualche sussulto per il suo attacco a base di synth. Non proprio una novità per il gruppo finlandese, avendo già provato qualche volta in passato questo tipo di approcci, ma stavolta il risultato non è decisamente malvagio, e la furia della traccia travolge che è un piacere.

Si rallentano nuovamene i tempi con la successiva "Maailman Viimeinen Yö", un brano giocato sugli arpeggi dissonanti di Narqath e le urla disperate di Varjoherra, che molto richiama ai bei tempi passati di "Helvetin Yhdeksän Piiriä".
"Kuolemankultti" è un altro brano thrash black decisamente insulso, mentre qualcosina di più si ascolta con la seguente "Tuhkaan Kirjoitettu", un brano più quadrato ed in linea con la produzione di "Perkeleen Luoma", sebbene non sia poi nulla di così trascendentale. Chiude il disco "Kaikkinäkevän Silmän Alla", altra inutile sfuriata slayeriana.

Insomma, "Omega" presenta lo stesso problema che sembra affligere gli Azaghal da "Of Beast & Vulture" in poi, ossia la continuità. Troppo altalenante è la qualità dei brani, sebbene la band si è dimostrata sapiente nel saper distribuire i fillers all'interno della tracklist. Un altro elemento che emerge dall'ascolto del disco è una certa confusione di intenti, anche se per chi segue la band da tempo è cosa ben nota. Dopo aver raggiunto il massimo picco qualitativo con l'accoppiata "Helvetin Yhdeksän Piiriä" e lo split cd con i Mustaan Kuun Lapset, gli Azaghal nel tentare una via di rinnovo hanno sicurmente perso la bussola più volte, con conseguenti variazioni qualitative nei loro lavori. "Omega" è un altro di questi "dischi senza rotta", che da un lato propone interessanti sperimentazioni, ma dall'altra tracce stucchevoli e banali.

autore: KarmaKosmik