STURMGEIST
"Manifesto Futurista"
Inhuman Music (2009)

TRACKLIST
01. Monolith
02. Himmelen Faller
03. The Siegfried Order
04. Skyggestrykerne
05. Verdun
06. Elegie D'Une Modernite Meurtriere
07. Ritorno Glorioso
08. Manifesto Futurista
09. Sturmgeist_89
10. Let Us Be The Suns Of Our Time
11. Untitled

DURATA
30:12 min.

 

Per un lettore, diciamo "sprovveduto", trovare un gruppo con un nome minaccioso come Sturmgeist, ed un titolo come "Manifesto Futurista", risulterebbe molto facile pensare immediatamente a qualche band di neo-nazisti. In realtà, dietro questo monicker troviamo l'eclettico Cornelius Von Jackhelln, una delle due menti degli imprevedibili Solefald, e questo "Manifesto Futurista" rappresenta la terza uscita ufficiale di questo progetto solista. Von Jackhelln, come intuibile dal titolo, dedica questa sua nuova opera alla corrente artistica del Futurismo, che proprio nell'anno appena trascorso è stato oggetto di molte manifestazioni per il centenario della publicazione del "Manifesto Futurista" scritto da Marinetti. Visto l'importante background culturale ed artistico di Cornelius, autore di diversi libri tra l'altro, le mie aspettative per questa uscita si sono fatte subito alte, anche perchè in un ambiente molto "right-oriented" come il black metal, mancava decisamente un approccio musicale a questo movimento artistico e culturale, che agli inizi del '900 diede un bel supporto ai nascenti governi nazionalistici e totalitaristici del periodo.

Non avendo modo di vedere come a livello di liriche Cornelius abbia affrontato la questione, essendo le liriche scritte principalmente in norvegese, a livello musicale le mie aspettative sono andate purtroppo deluse. Forse non è tutta colpa di Cornelius al 100%, ma pensando alle follie futuriste, alla volontà di rompere le regole in ogni campo artistico, un lavoro come questo "Manifesto Futurista" pone l'accento solo sull'aspetto guerrafondaio del movimento, adattando a tal misura un black metal molto quadrato e lineare, dai suoni molto compressi e ripuliti, risultando, a mio personale parere, decisamente limitato come raggio d'azione. Il sound è sicuramente marchiato a fuoco Norvegia, con diverse divagazioni nel thrash, ma che perde molta della sua ferocia con questa produzione troppo pulita e troppo asettica. Anche i brani stessi però non riescono a convincere molto, un songwriting così lineare si sente in quantità industriali oggigiorno, e senza il classico "quid" è difficile che un disco possa emergere dalla massa. Non a caso i brani più riusciti della release sono quelli più particolari come il thrash black di "The Siegfried Order", o la lenta e cadenzata "Elegie D'Une Modernite Meurtriere".

In attesa di un nuovo lavoro dei Solefald, che speriamo risulti migliore della poco riuscita "An Iceland Odissey", non mi rimane che rimettere sul lettore il meraviglioso "The Linear Scaffold" ed iniziare a far prendere polvere a questo nuovo "Manifesto Futurista".

autore: KarmaKosmik