Da quella fonte inesauribile di bands che sembra diventata la Finlandia da un (bel) po' di tempo a questa parte ecco arrivare i Teloch con il primo full lenght "Morbid Prayer" uscito per la Descending Towards Damnation.
Il quintetto di Jyväskylä presenta otto brani che scorrono via piacevolmente, prediligendo sonorità ottenebranti che si alternano a sfuriate micidiali. Nei momenti cadenzanti l'angoscia è resa palpabile da trame di chitarra ipnotiche "viscose" pronte ad iniettare una dose di malinconia ed impotenza; in quelli più sostenuti i Teloch sprigionano una furia devastante con un pizzico di atmosfera grazie al sound nebbioso e vagamente indefinito che riescono a creare. In alcune melodie dissonanti sparse qua e là nel disco (ascoltatevi alcuni stacchi di "Thy Horrid Name" per farvi un'idea) è possibile risentire la follia dei Satyricon in "Rebel Extravaganza", che ri-emerge nella titletrack, in bilico tra soluzioni dirette ed "ignoranti" ed altre più atmosferiche ed eteree in cui l'aggressività viene subliminata in sottile odio, senza così perdere la sua carica letale.
Il Black metal dei Teloch si distanzia dai canoni finlandesi: le differenti soluzioni usate dalle band lasciano prevalere una mistura di negatività espressa in varie forme, dalle dinamiche incalzanti condite dagli arpeggi lugubri e melanconici di "Primordial Darkness Divine", all'impetuosità dei riffs che si rovesciano sulle nostre orecchie di "The Eternal Spark", passando alle atmosfere desolanti e tetre di “Odious Light”.
Asprezza e sintomi di isteria giacciono latenti in questi otto capitoli,: sensazioni perfettamente bilanciate dall’alternarsi di brani accattivanti e diretti ad altri più introspettivi, condite da un groove graffiante che rende la proposta molto godibile. I Teloch non hanno ancora una personalità definita ma con questo primo lavoro sono riusciti ad esprimere le ottime potenzialità di cui sono dotati.
autore: Nivehlein