ORGANIUM
"The Rage"
NULL Records (2004)

TRACKLIST
01. Creation
02. Kill
03. Emerge
04. The Rage
05. Invoke
06. Dread Ways
07. Amber Sun
08. Can Can (Offenbach cover)
09. Hungarian Dance no 5 (Brahms cover)
10. O Fortuna (Orff cover)
11. Flight

DURATA
63:12 min.

 

Chi di voi mastica un po’ di drone, sicuramente conoscerà Stijn Van Cauter, polistrumentista belga, autore di sterminati progetti tra cui, cito gli Until Death Overtakes Me e Dreams Of Dying Stars. Ebbene, questi Organium o meglio dire il progetto Organium, rappresenta la visione del black metal secondo Mr. Van Cauter. Un black metal davvero particolare, dal momento che gli unici strumenti presenti sono un organo e percussioni varie. So’ che molti di voi staranno già ridendo o pensando ad un mio errore di scrittura. Invece no, in questo progetto Stijn vuole dare corpo alla sua teoria di poter sostituire la chitarra, ruolo primario nel black metal, con un organo. Un organo, ovviamente modificato e seppellito da quintalate di effetti, chorus, delay e quant’altro.

Dopo una bellissimo intro spaziale chiamata “Creation”, nella quale si inserisce lentamente l’organo, parte “Kill”. Brano violentissimo, con drum machine lanciata a velocità siderali ed organo a sparare riffs in tremolo. All’inizio l’impatto mi è risultato molto straniante, poi lentamente l’ossessiva ripetizione di riff minimali ti si ficca nel cervello mandandoti al manicomio. Nella successiva “Emerge”, si tocca a mio avviso il picco del disco e dell’idea generale su cui esso si basa. Organo “pulito” e distorto si doppiano dall’inizio alla fine brano, evocando ancora una volta immagini stellari e spaziali, come una sorta di viaggio nell’iperspazio. Bellissimo il break centrale con una melodia molto alla Bach. Molto bella anche la successiva “The Rage”, dai toni molto epici e sontuosi. Un po’ anonima risulta invece “Invoke”, mentre “Dread Ways” ricorda alcuni barocchismi di synth tipici dei Dimmu Borgir. In “Amber Sun” ritorna (dal futuro) lo spettro di Bach, per un pezzo molto interessante. Dopo quest’ultima traccia, c’è spazio per alcune cover “classiche”, ossia il “Can Can” di Offenbach, la “Danza Ungherese N°5” di Brahms e l”O Fortuna” di Carl Off. Mi incuriosiva sentire queste tre tracce nella versione Organium, ma devo dire che onestamente mi hanno piuttosto deluso. Non ci vedo niente di interessante nel rifare queste composizioni storiche con un organo distorto, sembra quasi una presa in giro. “O Fortuna” è decisamente inascoltabile, sembra un chitarrista alla prime armi che cerca di suonare distorto questo pezzo. Chiude poi il disco la lunghissima outro “The Flight”.

Dopo questo lungo resoconto è tempo di tirare giù qualche commento. L’idea è in generale mi è piaciuta, un paio di brani sono decisamente belli ed altri lo sarebbero stati sicuramente, se non fosse per la produzione scarna e troppo confusionaria.Come se questo Organium fosse stato composto di getto, giusto per togliersi questo sfizio dalla testa. Se dovessi dare una votazione darei un sei pieno, più che altro per l'idea originale, dando la raccomandazione a chi adora gli altri progetti di Mr. Van Cauter di darci comunque un ascolto. Agli altri...beh andateci con i piedi di piombo altrimenti trovereste il tutto molto ridicolo e pacchiano.

autore: KarmaKosmiK