DROWNING THE LIGHT
"An Alignment of Dead Stars"
Avantgarde Music (2009)

TRACKLIST
01. Distant Autumn Rain
02. The Cult Of Shadows
03. An Alignment Of Dead Stars
04. The Flame 01:17
05. Sound The Battle Horn
06. Drinking the Sacrament Of Eternity (Revenge Of The Impaler)
07. A Call to Arms
08. Dragged To An Ocean Grave
09. Crippled Lies And A Fallen Prophet
10. Gone...
11. Drifting Away In A Sea Of Sorrow
12. In A Time of Honour
13. Vampyre (The Broken Dirge Of Aristocracy)
14. Nocturne Batracien

DURATA
60:09 min.

 

Il 2009 si è chiuso con il decimo full length di Azgorh pubblicato per Avantgarde Music e, come di consueto, rilasciato in diversi formati audio. Questo lavoro è a mio avviso nettamente superiore alle ultime uscite che mi avevano lasciato con un po’ di amaro in bocca, a cominciare da "The Serpent's Reign" che dopo l’ “euforia” iniziale mi aveva convinta sempre meno col passare del tempo.

Andrò subito al sodo dal momento che ritengo inutile perdermi in dettagliate descrizioni riguardo al sound di Drowning The Light vista la popolarità che il progetto, pur ancorato in ambiente Underground, si è guadagnato nel giro di tre anni.
"An Alignment Of Dead Stars" è dotato di una tensione emotiva alle stelle e di brani meno ripetitivi rispetto al passato. Il mastermind australiano sembra aver ritrovato l'ispirazione che aveva contraddistinto i lavori del periodo 2007-2008, spingendo notevolmente sulla dimensione più melodica ed evanescente del suo Black metal e ricorrendo anche intermezzi strumentali toccanti e di grande impatto come la mesta opener "Distant Autumn Rain" e la crepuscolare "The Flame" tanto per citarne alcuni. A spezzare le movenze lugubri e malinconiche che caratterizzano questo lavoro ci sono pezzi come "Drinking the Sacrament Of Eternity (Revenge Of The Impaler)", marcio e diretto dalle movenze Black'n'Roll (un caso a sé stante all'interno dell'album) e la possente titletrack che si snoda abilmente tra momenti riflessivi e passaggi ricchi di veemenza. La "vocazione" atmosferica e intimista dell'album è contaminata da un sentore di disagio esistenziale di fondo ed ineluttabile decadenza del tutto: sensazioni palpabili nell'accoppiata "Crippled Lies And A Fallen Prophet" e "Dragged To An Ocean Grave" dove pulsioni nichiliste e autodistruttive raggiungono l'apice.

Mi sembra pressoché inutile dilungarmi ulteriormente: "An Alignment Of Dead Stars" nonostante la durata molto elevata (un'ora) per un disco Black metal, risulta coinvolgente grazie a quel sapiente ricettacolo di negatività, ferocia e drammaticità pervaso da una crudezza disumana. Disco che gli amanti del progetto australiano acquisteranno ad occhi chiusi ma che sento di consigliare anche a chi dovesse affrontare per la prima volta il demoniaco universo di Azgorh.

autore: Nivehlein