DARK FUNERAL
"Angelus Exuro Pro Eternus"
Regain Records (2009)

TRACKLIST
01. The End Of Human Race
02. The Birth Of The Vampire
03. Stigmata
04. My Funeral
05. Angelus Exuro Pro Eternus
06. Demons Of Five
07. Declaration Of Hate
08. In My Dreams
09. My Latex Queen

DURATA
47:16 min.

 

Era veramente tantissimo tempo che non rimettevo sullo stereo qualcosa dei Dark Funeral, una band che nel bene e nel male ha dato il suo bel contributo alla creazione del tipico swedish sound. Ricordo che una decina di anni fa, il mitico EP di debutto "Open The Gates" ed il successivo full-lenght, stranamente sottovalutato da molti, "Secrets Of The Black Arts" erano veramente del pane quotidiano per il sottoscritto. Poi l'uscita del mitico chitarrista Blackmoon, ha portato la band ad un immobilismo sonoro supportato da un look (eh si qui è proprio il caso di dirlo) troppo spesso scadente nel ridicolo, portandomi come conseguenza a dedicarmi ad altri ascolti ben più interessanti. Poi, qualche mese fa, mi capita di vedere su YouTube il videoclip di lancio della song "My Funeral", e cazzarola! Veramente un bel pezzo, oltre che un videoclip ben fatto e realizzato. Ecco quale è stato quindi l'incipit che mi ha spinto a voler ridare una chance al gruppo del "Magus Pancione", nonostante l'orribile cover ed il classico ed ignobile titolo in latino maccheronico.

"The End Of Human Race" apre la danza infernale con chitarre a getto continuo e la batteria di Nills Fjellström a fare da propellente sonoro. Il trademark è al 100% Dark Funeral, ma si sente che il songwriting è decisamente più curato e ben strutturato, oltre che ad essere in grado di ricreare a tratti quelle atmosfere apocalittiche che tanto amavo di "Secrets Of The Black Arts". La successiva "The Birth Of Vampire" aggredisce senza sosta l'ascoltatore, creando una tensione continua che si scarica di colpo nel chorus. Un break assassino composto da poche note arpeggiate di chitarra distorta che fungono da trampolino di lancio per il successivo assalto. L'inizio di "Stigmata" è veramente apocalittico con quel coro malsano a ripetere il nome della traccia, per poi esplodere nuovamente secondo le più classiche coordinate stilistiche del combo di Stoccolma. Ed eccoci giunti al pezzo galeotto che mi ha portato a scrivere questa recensione, ossia "My Funeral". In questo caso i Dark Funeral tolgono il piede dall'accelleratore, preferendo rallentare i tempi per creare un atmosfera più morbosa e malsana, ben interpretata dalle urle disperate di un Caligola decisamente in palla. Inoltre, i riffs sono di quelli che ti stampano subito in testa e che testardamente rifiutano di togliersi dalle scatole. Si riparte poi con l'assalto continuo nella discreta title-track, un brano classico con giusto uno spunto interessante nel main riff del chorus. "Demons Of Five" rallenta nuovamente i tempi, ma questa volta il bersaglio viene mancato. Anche la successiva "Declaration Of Hate" non esce dall'anonimato, mentre l'attenzione si ridesta alla grande con "In My Dreams". Caligula e soci ci confezionano un brano ricco di pathos e di soluzioni melodiche assolutamente coinvolgenti. "My Latex Queen" è invece un mero riempitivo con cui chiudere senza problemi il disco.

Dico la verità, ero partito senza alcuna aspettiva verso questo "Angelus Exuro Pro Eternus", un solo brano ascoltato, per quanto bello possa essere, non basta ad evitare la bidonata, ed invece mi è toccato proprio ricredermi. Nonostante la presenza di qualche fillers, i Dark Funeral dimostrano anche loro, come i Marduk su "Wormwood" (recensione qui), che il black metal svedese ha ancora delle cose di dire. Certo, so' già che i "true & pure" lo snobberanno a priori per l'ultima edizione limitata dei Drowning The Light, ma pazienza... a me sto disco piace che ce posso fa?

autore: KarmaKosmiK

CREW'S TOMBSTONES

Ceska Zurivost
[...] I Dark Funeral non solleticano il mio interessa dal lontano 1999 circa, dopo l'uscita del loro quasi-capolavoro "Vobiscum Satanas". Ho sempre trovato i successivi lavori poca roba rispetto alla doppietta iniziale, inarrivabile sotto ogni aspetto per quanto mi riguarda. E' come se la band non riesca a superare quello scalino che rende un album un buon album invece che del semplice mestiere. E considerato il numero di uscite che ogni giorno ci viene offerto, trovo difficile che lavori di mestiere come i loro possano catturare l'attenzione più di tanto. Pur denotando netti miglioramenti rispetto al precedente "Attera Totus Sanctus", questo nuovo album ancora non riesce a far rialzare il valore delle produzione Dark Funeral: per molti giovincelli potrà sembrare un lavoro più che soddisfacente, ma se togliamo la buona prestazione strumentale e la registrazione curata, c'è poco da strapparsi i capelli. In alcuni momenti (pochi in realtà) ammetto che è sembrato di sentire i vecchi fasti, ma tutto rientra nei ranghi dopo poche manciate di secondi. Forse non sono più in grado di giudicare una band simile perchè i mie ascolti si sono concentrati su approcci e modalità nettamente più underground, ma se prima mi chiedevo perchè i Dark Funeral non producevano un nuovo album invece di stare sempre in tour e fare dvd, ora penso sia meglio che mantengano le proprie famiglie suonando in giro e divertendosi il più possibile, visto che di lavori come questo non ne sento il bisogno [...]

Destroyer
[...] Mi stupisce la mole di impegni del gruppo svedese. Rilasciare 3 album in dieci anni perchè si è sempre in tour, è veramente tanta roba. Evidentemente album compitino come questo riscuotono più successo di lavori sudati, magari imperfetti, ma molto più carichi di spessore artistico. Per me band inutile dall'uscita del loro "Diabolis Interium", e anche se i lavori sono ben suonati, ben prodotti, ben pubblicizzati, continuo a considerarli qualitativamente vuoti. Ammetto che questo nuovo è sicuramente una spanna sopra ai precedenti, ma non basta: se a metà brano ti dimentichi già di quello che stai ascoltando, c'è poco da fare. Non me ne vogliano i Dark Funeral, che comunque considero dei professionisti e persone capaci, certamente non alla stregua di personaggi viscidi che si sono venduti musicalmente anche il culo: perlomeno loro si guadagnano da vivere continuando a proporre un certo tipo di sound. Però se togliamo dieci secondi di riff in "Stigmata", l'approccio interessante di "My Funeral" (che a metà rompe le palle però) e qualche sentore di pochi secondi sparsi messi random durante le canzoni, cosa rimane di questo disco? Neanche il ricordo. E poi basta con sti titoli in latino, meglio lo svedese a sto punto, soprattutto se poi nella tracklist troviamo titoli come "The End Of Human Race" prima e "My Latex Queen" dopo. Basta [...]

Horn
[...] Tutto molto bello, molto professionale, ben suonato e veloce. Il paradosso è che ascoltando il nuovo Dark Funeral mi è tornato alla mente il motivo per cui da anni e anni non ascolto e nemmeno supporto il gruppo svedese... La volontà del mio inconscio era di stroncare senza pietà quest'ultimo lavoro ma non l'ho potuto fare. E' infatti doveroso ammettere che qualcosa di buono c'è anche se, nel complesso, il tutto ha scarsa consistenza e stimola una notevole noia. Ritmi veloci e d'assalto ma senza quell'indispensabile fetore che il black metal deve trasmettere, risultando così senz'anima e scivolando via in modo abbastanza blando e nel totale anonimato. Mi spiace... ma nel 2010 continuerò a non supportare musica orientata su direttive stilistiche per me "sterili" [...]

IntoTheBlack
[...] Ennesimo album per il patinato gruppo svedese: ancora una manciata di traccie pulite, ordinate, costruite da gente che sa fare il proprio mestiere. Niente è fuori posto, tutto è come ti aspetti che sia. Melodie azzeccate, un paio di passaggi più coinvolgenti della media ma anche tanta noia. Pochi sussulti per un album feroce solo all'apparenza, cattivo solo in modo formale e che sotto la paccottaglia iconografica (ma questo si potrebbe rimproverare a tanti...) ha ben poco di sostanziale da offrire. Un disco e un gruppo "per chi si accontenta" [...]

Zorn
[...] Dilungarsi sull'ultima volta che io abbia realmente ASCOLTATO i Dark Funeral (senza scomodare il concetto di “SENTIRE” la musica, che è ben altra cosa) credo non fotta a nessuno, per cui mi limiterò a dire che è tutta colpa dei Marduk se ora sul mio scaffale campeggia questo album sofferente delle tipiche pecche dei dischi underground di fascia alta. Sì, perchè ci avevo creduto, sperando che dopo “Wormwood” si potesse provare del piacere reale ascoltando anche i Dark Funeral, ahimè consciamente immersi fino al collo nel clichè "evil" tanto caro al metallaro medio che, ancora oggi, Anno Bastardi 2010, quando vuole fare il cattivo indossa la maglia dei Marduk (uuuhhh!!!) e mette nello stereo prodotti da professionisti come "Angelus Exuro Pro Eternus" (uuuhhh!!! x 2). La mia visione è semplice ed altrettanto banale: seppur presenti, i momenti molto positivi del disco di certo non mitigano tutte le pecche che io vedo nei Dark Funeral del post “Vobiscum Satanas”. Un'ultima considerazione meramente venale: con tutta la bella musica che esce sul mercato di oggi, proposta perfino a prezzi da saldo, io, che non cago gli euro, non sono contento di sborsare per band così, cifre che tutti conosciamo quando si parla di overground. Non voglio affibbiare colpe a nessuno, e non avrebbe senso visto che il mercato (che brutta parola) è questo, però... [...]

Nivehlein
[...] Quando ho intravisto quest'album nello scaffale del negozio di dischi di fiducia sono stata assalita da numerosi dubbi: rischiare di subire l'ennesima delusione dai nomi storici della scena o fidarsi? Dopo qualche tentennamento ho optato per la seconda opzione, continuando a rimuginare sulla scelta fino a quando non ho inserito l'album nel lettore. Il lustro di silenzio dal precedente full hanno fatto bene al combo svedese che sfodera un album godibile con pochi cali di tensione, concentrati per lo più nella seconda parte. Brani come "The End Of Human Race" e "The Birth Of The Vampiir" sono inni propedeutici alla dannazione eterna; la titletrack presenta stacchi da brividi e la cadenzata "My Funeral" abbraccia sonorità sinistre e accattivanti. Peccato per la seconda parte che a mio avviso è più debole delle cinque tracce iniziali; nonostante ciò sono abbastanza soddisfatta del lavoro dei Dark Funeral. Unico evidentissimo neo? L'orrenda copertina... [...]

Beta Librae
[...] La solita minestra scondita, frullata alla massima velocità, e servita fredda in salsa di trigger. Due - tre intuizioni simpatiche, ma brevi e il resto è da dimenticatoio. Mi aspetto quindi di vederli presto su Nuclear Blast. Oltretutto, che razza di titolo e di testo ha "My Latex Queen"?? Vogliamo piantarla con "argomenti" glam / gothic nel black metal? Rischia di diventare un trend, insieme alle sfilate fashion nei locali e ai concerti, condite di pvc, pizzi e merletti vari [...]