BLACK SILENCE \
PAROXYSMAL DESCENT

"Split"
Ruin Productions (2008)

TRACKLIST
01. Black Silence - The Coldness And Finality Of Death
02. Black Silence - Into The Lightless Depths
03. Black Silence - Abysmal Sorrow
04. Black Silence - A Storm In The Land Of Forefathers
05. Black Silence - Accursed Star
06. Black Silence - Pale Distance
07. Paroxysmal Descent - The Suffering Within
08. Paroxysmal Descent - (Wounds Of) Self-Inflicted Misery
09. Paroxysmal Descent - (Traversing Lost Dimensions)
10. Paroxysmal Descent - Attack!

DURATA
56:52 min.

 

Dopo essere stato folgorato dal debut album "Paradigm Of Decay" (recensito qui), mi sono avvicinato con una certa curiosità a questo split cd, che vede coinvolti oltre appunto ai PAROXYSMAL DESCENT, anche i connazionali BLACK SILENCE, che il sottoscritto incontra qui per la prima volta. Curiosità perchè questa release raccoglie i demo delle due band, ed offre quindi l'occasione di ascoltare i primi vagiti dei Black Silence ma anche la prima incarnazione dei Paroxysmal Descent, all'epoca attivi con il più comune monicker Misanthropia. Ma andiamo con ordine.

Il lavoro si apre con "Into The Lightless Dephts" dei Black Silence, registrato nel 2005 e precedentemente rilasciato su tape nel 2008 su Ruin Productions. Ammetto che l'impatto è di quelli positivi grazie alla interessante opener "The Coldness And Finality Of Death", un vortice black metal che racchiude le peculiarità del terzetto: suoni distanti e mediosi, atmosfere tragiche e morbose, il tutto ottenuto grazie ad uno stile poco stantio, fatto di continui cambi di tempo e molta dinamica. Nel giro di 6 minuti la band passa da parti veloci basate su riff "aperti" che lacerano, a mid tempo in cui le sequenze di accordi si fanno bastarde, e non vengono disdegnati passaggi lenti più tipicamente depressive, esaltati dallo splendido finale arpeggiato ricco di pathos. Una partenza eccellente, in parte confermata dalle altre 4 tracce che compongono questo lavoro. La titletrack mette in mostra il lato più cattivo e violento della band, capace di ferire anche nelle parti mid tempo dove una doppia cassa ignorante smuove il pavimento come un panzer, supportata da uno scream al vetriolo che ben si adatta al mood generale. I suoni quasi rehearsal non intaccano minimamente il risultato finale dei Black Silence, in quanto comunque bilanciati e distinti (si sente anche il basso, per intenderci), anzi aiutano a creare questa atmosfera catacombale che dona allo stile della band quel qualcosa in più che non guasta mai, soprattutto se pensiamo che siamo dinanzi ad un demo. Considerando poi la durata media delle song settata sui 5 minuti, si evince la bravura della band nel creare canzoni mai banali e tediose, senza per forza di cose uscire dai canoni del genere. Sopra gli scudi la strumentale "Abysmal Sorrow", che se non fosse per i suoni così marcatamente oscuri e raw, potrebbe essere il capolavoro di tante band atmosferiche tendenti al post-rock, grazie all'accoppiata arpeggio\lead malinconico che disegna 6 minuti di atmosfere intimiste, ora rassegnate ora disperate. Buona l'idea di aggiungere una bonus track, anche stavolta registrata durante un rehearsal: lo stile bene o male è rimasto quello, ma in questo caso i suoni non sono all'altezza e non aiutano la composizione ad uscire in maniera sopraffina come gli altri.

La parte del progetto Paroxysmal Descent ci presenta invece "The Suffering Within", demo rilasciato sotto il monicker Misanthropia esclusivamente su tape nel 2007 tramite Inner Voice Records. Sin da subito si notano sostanziali differenze con il successivo debut, principalmente per i suoni: il drumming, di buona caratura e dotato di ottimi suoni, è in primo piano, così come il basso, presente e spesso impegnato, ma le chitarre non hanno quel corpo quasi drone che caratterizza il nuovo corso, e in alcuni casi soffrono della presenza ritmica, che lascia poco spazio ai riff portanti, il tutto a discapito dell'atmosfera generale. A livello stilistico ci si muove in meandri più classici ma già in questa incarnazione Mordance fa vedere di che pasta è fatto, grazie al suo tocco personale che riesce a far esulare la band dal calderone depressive. Efficaci le influenze Katatonia in "(Wounds of) Self-Inflicted Misery", di facile assimilazione nonostante i suoi dieci minuti di lunghezza. La conclusiva "(Traversing Lost Dimensions)" è una strumentale basata su un giro di piano dal sapore tragico, che rimanda direttamente alle atmosfere mortifere del successivo debut col nuovo monicker, fungendo quasi da nodo di collegamento tra le due incarnazioni di Mordance. Anche qui è presente una bonus track, nella fattispecie una cover degli Abyssic Hate tratta dall'ep "Eternal Damnation", il lato più prettamente black metal del famoso progetto australiano, resa in maniera alquanto fedele all'originale

In conclusione uno split cd molto buono, cercato per conoscere meglio il passato di una band (Paroxysmal Descent) recentemente scoperta e di gran valore, che permette di scoprire un altro progetto molto interessante (Black Silence).

autore: Ceska Zurivost