INVERNO ETERNO
"Postumo"
Bubonic Prod. (2008)

TRACKLIST
01. Prólogo
02. À Sombra Do Passado...
03. ...Eternamente
04. Enquanto A Morte Demora...
05. ...O Sofrimento Constante
06. A Noite Que Perdura...
07. ... Na Memória
08. Depois Que Tu Morreste...
09. ... O Cansaço De Viver

DURATA
45:14 min.

 

Talvolta insistere con un gruppo ne vale la pena... E' risaputo che alcuni album non convincono nell'immediato ascolto anche se lasciano comunque intravedere qualcosa di positivo da approfondire. Inevitabilmente quindi lo si accantona per poi riprenderlo più o meno casualmente più in là nel tempo. Una specie di predisposizione temporale o "periodo di stagionatura". Tale situazione si è verificata per questo primo ed unico lavoro dei portoghesi Inverno Eterno dal titolo "Postùmo" uscito per la Bubonic Productions in 500 copie.

Una volta metabolizzato l'impatto con vocals particolarmente ostiche stile "castrazione totale" (fortunatamente usate solo in pochi frangenti) il disco di questi portoghesi è filato via liscio come l'olio. Molto coinvolgente, molto sentito questo "Postùmo", aldilà di alcune piccole imperfezioni o puntigli che, in questa occasione, ritengo superfluo menzionare. Il disco si muove su tempi medi trasmettendo una sofferenza talvolta quasi palpabile. Sicuramente gli Inverno Eterno hanno ascoltato fino allo sfinimento i lavori di Burzum con particolare attenzione a livello di guitar-work, cercando di carpirne i segreti. Chiaramente simili risultati non sono stati raggiunti, ma la personalità del gruppo è da apprezzare, non si può parlare di gruppo clone. Ci sono ottime tracks all'interno del CD, citerei soprattutto la paranoica e ossessiva "À Sombra Do Passado..." e la più burzumiana di tutte "... Na Memória". Apprezzabile come vengano ricreate, con semplici e pochi accordi, delle atmosfere grigie dipinte da pennellate di pioggia leggera leggera ma contemporaneamente interminabile. Insomma un lavoro onesto, certamente non un capolavoro, che ho saputo apprezzare col tempo.. superando alcuni preconcetti che talvolta finiscono per offuscare la vista e tappare le orecchie.

autore: Horn