L’esordio del progetto Austere, nato dalle menti di Sorrow e Desolate (già attivi in gruppi come Pestilential Shadows e Funeral Mourning), è un concentrato di negatività e disperazione dal grande impatto emotivo. Le caratteristiche del loro sound sono immediatamente riconducibili al prolifico filone depressive, ma il tutto è suonato con buone capacità di songwriting, grande intensità e, soprattutto, una passione feroce e inumana che trasuda letteralmente da ogni nota e in grado di dare quel valore aggiunto che spesso manca nella miriade di uscite discografiche del settore.
Il sound è sporco, ruvido -forse leggermente troppo- ma sicuramente in grado di alimentare l’oppressiva atmosfera che si respira lungo tutta la durata dell’album. Il lavoro a livello strumentale è semplice, abbastanza legato alle soluzioni tipiche del genere ma che ha, come anticipato, sicuramente una marcia in più a livello emozionale e, se ascoltato con la giusta predisposizione, può veramente colpire nel profondo. A enfatizzare questo aspetto è senza dubbio la prova vocale: un timbro molto acuto, non molto modulato ma assolutamente lacerante nella sua intensità. Rappresenta forse l’elemento più di rottura dell’album e l’ostacolo maggiore per gli ascoltatori più impreparati. “Withering Illusions And Desolation” è un manifesto di odio e angoscia: sicuramente non un disco facile, sia come approccio iniziale sia a livello di fruizione quotidiana, ma è in grado di regalare più di un brivido per chi si farà conquistare dalla magistrale prova di questo duo australiano. Questo grazie soprattutto a certi passaggi sonori sensazionali per incisività e bellezza: esemplare in questo senso la seconda bellissima traccia che grazie a un riffing di grande impatto e a una prova vocale lacerante stupisce per intensità e profondità.
Unica nota negativa la durata non eccessiva, in quanto i diciotto minuti finali di “Coma” sono in realtà una lungo outro strumentale che alterna fraseggi di chitarra a sonorità ambient, risultando purtroppo un po’ eccessiva e fine a se stessa. Per il resto, i musicisti in questione sanno muoversi alla perfezione tra queste sonorità e sopperiscono alla non grande originalità e a un pizzico di staticità con un approccio emozionale di grandissimo valore, in grado di rendere quest’ album tra le migliori uscite del genere. Si può ancora migliorare, ma questo esorido è già d’obbligo per chi ama queste sonorità, da maneggiare con cautela invece per tutti gli altri.
autore: IntoTheBlack
CREW'S TOMBSTONES
KarmaKosmik
[...] Questo debutto degli Austere mette in mostra un gruppo che possiede del talento, ma ancora troppo legato ai clichè del depressive, risultando troppo manuale e scolastico in molte occasioni. Anche per questo, il disco risulta abbastanza altalenante come qualità, complice anche la scelta di mettere subito in apertura la vera perla del disco, ossia "Unending Night", per il resto Burzum a volontà. [...]
Zorn
[...] Come giustamente detto, in "Withering Illusions And Desolation" si parla di odio e angoscia, ma ci sono anche tanta desolazione ed abbandono. Quell'ultima, lunghissima traccia, presa per quel che è, a mio avviso ha comunque un suo senso all'interno dell'album: una coda stiratissima per mandare in pappa il cervello. Tutto fa depressive in definitiva. Disco un po' a doppia faccia, perchè può apparire più facile di quel che si pensi, come più difficile di quel che in realtà è. Sicuramente si tratta di un signor album. [...]