
PESTILENTIAL SHADOWS
"In Memoriam, Ill Omen"
Pulverised Records (2009)
TRACKLIST
01. Weapon Against the Sun
02. Beautiful Demise
03. With Serpents I Lay
04. Of Loss and Suffering Inherit
05. For Man and Heaven's Ruin
06. Sundered
07. Ecclesia Moriendi
08. Bathed in Ashes
DURATA
44:16 min.
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Malgrado ne sia un fiero sostenitore da sempre, ho dovuto dare un ripassino veloce alla discografia di questo quintetto prima di poter provare a dire la mia in merito al nuovo “In Memoriam, Ill Omen”. Al tempo di “Embrace After Death” parevano acerbi, ma allo stesso tempo “fin troppo” nordici e malinconici per provenire da quelle latitudini, portandomi a pensare che in un certo senso potessero (worshippers non inorridite) assomigliare per alcuni aspetti ai cultosissimi Klage. Poi “Cursed”, valido passetto in avanti nelle composizioni, ma sofferente di un sound irrigidito dalla drum machine, che necessitava di uno sforzo per essere apprezzato del tutto. E oggi? Eccoli qui, a mandare sul mercato per Pulverised Records il loro nuovo lavoro che fin da subito si gioca la carta rinvigorente di un picchiatore in carne ed ossa alle pelli, degno supporto per le nuove trame musicali del gruppo, sempre più sviluppate e curate, oltre che meno sintetiche.
Vuoi per questo nuovo inserimento, vuoi per la rimpastata alla line up, o l'esperienza di Desolate e Sorrow macinata tra importanti, o perlomeno interessanti progetti paralleli quali Austere, Funeral Mourning, Woods Of Desolation o Rift, fatto sta che “In Memoriam, Ill Omen” è evidentemente un album che accelera la progressione avviata dal suo predecessore. Sto parlando del songwrting, sempre più curato, delle atmosfere e le idee musicate che di traccia in traccia appaiono amalgamate come non mai, cesellate nei loro chiaroscuri, tra violenza ed intermezzi acustico/atmosferici che assumono importanti ruoli espressivi rompendo eventuali rigidità.
Si noterà indubbiamente una pennellata di melodia in più ascoltando i Pestilential Shadows 2009 (o meglio 2007, a detta del booklet), quanto mai sotto lo sguardo di tutti nei gustosi assoli che compaiono in "Beautiful Demise" oppure "With Serpents I Lay". Però sempre di black metal veloce si parlerà, dalle note cupe e a tratti rabbiose, miscela rinnovata di uno stile che non si snatura davvero, facendo apparire i tempi dell'esordio distanti, ma non rinnegati (anche se li preferivo). Per chi non avesse mai apprezzato del tutto il sound dato ai loro dischi da questi australiani, forse ci sarà qualche difficoltà da superare in tal senso anche stavolta, ma pregio o difetto che sia, è proprio questo approccio sonoro a caratterizzarne in parte la musica. Mi piacerebbe ascoltarli con una produzione meno tipica e più classica, ma forse accadrà nel prossimo album?
Credo che la varietà compositiva messa su disco al momento sia la migliore che si potesse chiedere a questa band, e come sempre per chi li segue, sarà impossibile non notare che razza di lavoro grafico abbia svolto anche questa volta Balam, il quale spero vivamente faccia il grafico/disegnatore di professione (… se è tutta farina del suo sacco. Ma questo lo si potrebbe chiedere direttamente a lui... )
autore: Zorn
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