THOR'S HAMMER PRODUCTIONS
"Lightnings Over The Burning Church
(A Tribute To Moonblood)"

Thor's Hammer Productions (2009)

TRACKLIST
01. EVIL - Burning In Hell
02. AGAZGUL - Sarg Un Tod
03. BAGATUR - A Land Where The Sky Is Black
04. PERVERSE MONASTYR - Under The Goatmoon
05. LICANTHROPY'S SPELL - Under The Cold Fullmoon
06. NARGAROTH - The Gates Of Eternity
07. PAGAN HELLFIRE - In A Bloody Night Of Fullmoon
08. RAVAGAR - Blut Und Krieg
09. INFERNO - K Smrti Za Zvuku Oceloveho Pekla
10. ARKENSTONE - My Evil Soul
11. RHUNHULE - Bells Of Apocalypse
12. LABATUT - Hordes Of Hate

DURATA
68:42 min.

 

Quantomeno paradossale quanto capitato al progetto tedesco Moonblood, guidato da Occulta Mors, personaggio controverso impegnato in altri progetti più o meno conosciuti nella scena black metal: pur essendo una banda capace di agire sempre nei meandri dell'underground più puro e coerente, la band sembra aver ricevuto un'attenzione secondaria dai seguaci del genere. Piuttosto che essere esaltata per lavori a mio avviso di spessore unico, totalmente devoti allo stato più puro ed incontaminato della musica oscura, i Moonblood vengono usati quasi esclusivamente o da bambini pseudo-cattivi che si esaltano e si sentono forti nell'indossare le loro maglie, sicuramente disturbanti per via delle celtiche nel logo che fanno tanto paura, o da patetici pseudo cultori del cazzo, capaci solo di usare i vinili e le tape della band tedesca per monetizzare il più possibile con improponibili aste su ebay, da cui ogni persona sana di mente si tiene sapientemente alla larga visti i prezzi allucinanti.

Peccato, perchè questo contorno patetico distoglie l'attenzione dalle qualità di una di quelle che considero tutt'oggi una delle migliori espressioni in ambito black metal. Chissà se tutti gli indossatori delle loro maglie hanno mai avuto occasione di apprezzare una tape come "The Winter Falls Over The Land", o se chi vende "Blut Und Krieg" a 600 euro su ebay si è mai fatto rapire dal suo contenuto musicale... Personalmente ne dubito.

Ma veniamo a questo cd, edito dalla Thor's Hammer Productions in 500 copie e al quale partecipano per la stragrande maggioranza band fottutamente underground, che nel bene e nel male offrono il loro contributo a quello che è un lavoro sicuramente destinato ad una ristretta cerchia di persone, proprio in base al discorso di apertura. Le 12 cover presenti rispecchiano fedelmente la metodologia dei Moonblood, quindi non aspettatevi pulizia sonora, esecuzione tecnica sopraffina e rappresentazioni simili: qui si pensa solo a sputare veleno e odio nel più puro concetto. Ad aprire nel modo migliore ci pensano i brasiliani EVIL, con una versione tagliente di "Burning In Hell" (presente proprio nello split che i brasiliani hanno rilasciato insieme ai tedeschi): le chitarre sono secche e affilate, produzione scarnissima e mediosa, da rehearsal totale, capace di esaltare l'incedere thrash del pezzo. Seguono i finlandesi AGAZGUL con un pezzo tratto da "Taste Our German Steel", registrato probabilmente in una tomba, tale è la sporcizia sonora. Forse da rivedere gli inserti di tastiera, adagiati sul pezzo in maniera un po troppo distaccata dal contesto. I bulgari BAGATUR ripropongono la bellissima "A Land Where The Sky Is Black", in questo contesto spolpata leggermente del suo incedere pagano e ammantata di cattiveria oscura, mentre i loro connazionali PERVERSE MONASTYR fanno diventare i Moonblood un rantolo odioso che proviene dal sottosuolo. I LICANTHROPY'S SPELL se ne escono con una cover che sembra un pezzo registrato durante un rehearsal una ventina di anni fa, al cospetto di caproni e teschi umani, ma è difficile fare male quando si sceglie una canzone come "Under The Cold Fullmoon", forse la canzone più bella dei Moonblood. La presenza di NARGAROTH forse risulta essere quasi avulsa dal contesto, viste le recenti dichiarazioni della band nei confronti di certo underground, ma ci si dimentica subito di lui grazie ai PAGAN HELLFIRE, band fin troppo sottovalutata per quanto mi riguarda, che si produce in una ottima versione. I RAVAGAR sono pure lo-fi, ma forse si esagera perchè in alcuni punti sembrano non saper suonare la chitarra, mentre gli INFERNO si prendono la palma di migliori del cd (insieme ai Pagan Hellfire) grazie ad una cover plasmata nel loro tipico sound, che diventa carica di quell'incedere tipicamente eastern. Non particolarmente esaltante la prova degli ARKENSTONE, soprattutto per la drum machine in primo piano, mentre sicuramente più godibile quella degli spagnoli RHUNHULE, in pieno underground black metal worshipping. Chiudono i LABATUT, anche loro con una versione dove il lo-fi vince su tutti i fronti per l'esaltazione del culto.

Chiaramente non so quanto un lavoro di questo tipo possa interessare all'ascoltatore medio, visto che bisogna essere quantomeno conoscitori della discografia dei Moonblood (cosa difficile, a meno che non si sopperisce in maniera "digitale" alla scarsissima reperibilità dei loro titoli), oltre che abituati a produzioni, esecuzioni e band totalmente inserite in contesti REALMENTE underground, non quello spacciato per tale. Credo sia giusto però portare all'attenzione operazioni simili, perchè mantengono vivo uno spirito che ogni giorno viene cercato di distruggere.

autore: Ceska Zurivost