SOJARUUN
"Org"
Black Devastation Records (2009)

TRACKLIST
01. Ühe Teekonna Algus
02. Verimets
03. Haldjad
04. Ürgne
05. Piksevägi
06. Iidne Org Kevadel
07. Sõjasajatus
08. Lõpu Hämaruses
09. Älves

DURATA
48:24 min.

Oliver and Thon parlano di "Org"
[...] Oliver (vox/guitars): There's a beautiful nature in Estonia, also near our homes. The music of "Org" was born and inspired from that wild and greatness. All the pictures on "Org" are taken from an ancient aboriginal valley [...]

[...] Thon (drums/FX): The end result was also very unique for us, because we usualy write/practice and perform songs with only one guitar, bass, drums and vocals. The second guitar, FX and acoustics added lot`s of atmosphere to the music. [...]

 

Terzetto proveniente dall'Europa dell'Est questi Sojaruun, più precisamente dall'Estonia e che, tramite la Black Devastation Records, raggiungono il traguardo del primo full lenght album, dal titolo "Org", dopo aver già dato alla luce un MCD ed uno split EP in compagnia dei più blasonati e conosciuti Odal.

Il black metal dei Sojarrun parte subito grezzo con l'ottima "Ühe Teekonna Algus", dopo un brevissimo intro folkeggiante e temporaloso alla Black Sabbath, divisa tra parti furibonde ed altre mid tempos, trascinante e coinvolgente, così come la successiva "Verimets" che si eleva soprattutto nelle parti più lente dove il gruppo riesce ad esprimere meglio il suo potenziale con riffs freddi e taglienti ma senza perdere quella sottile linea melodica e quel tocco folk che si percepiscono in sottofondo. Proseguendo l'ascolto, purtroppo, si avverte un calo "netto" qualitativo e di intensità. Immediato il pensiero di trovarmi al cospetto della classica band che, quasi per sbaglio, compone un paio di pezzi ottimi e poi via via imbocca l'anonimato più assoluto. Fortunatamente dopo questa piccola "empasse" non solo questo "Org" si riprende, ma sforna un piccolo gioiellino dal titolo "Sõjasajatus" che risulta essere l'anima dei Sojaruun con tutte le caratteristiche già precedentemente citate e con un alone oscuro e malsano che ne innalzano il fascino. Anche le conclusive tracks viaggiano bene, soprattutto "Lõpu Hämaruses" e pazienza in questo caso se alcuni riffs si assomigliano un pò, ciò che conta è il risultato finale e di questo c'è da esserne soddisfatti.

Precedentemente del gruppo estone avevo notato (apprezzato è da considerarsi esagerato) la tracks posta sullo split che non ha reso molto l'idea delle potenzialità della band. Avevo opportunamente "congelato" il nome in attesa di un full che, una volta arrivato, non mi ha per nulla deluso, nonostante qualche passaggio "a vuoto". Disco in ogni caso consigliatissimo.

autore: Horn