Avvertenza: mi ero ripromesso di non scrivere troppe banalità in questa recensione, ma come vedrete credo di aver fallito. Troppo facile e allettante ribadire che questo album è non solo un capolavoro, ma anche il manifesto di un modo di intendere la musica.
Sì, perchè di "Filosofem" si è parlato tanto e rappresenta in modo palese un disco di rottura, uno di quei lavori che continuerà a essere amato/odiato per decenni e che verrà sempre ricordato come punto di riferimento per determinate sonorità. Inutile quindi sottolineare per l'ennesima volta la profondità dello storico brano di apertura, la graffiante efficacia di un brano come "Erblicket Die Töchter Des Firmaments" o la surreale "Rundgang Um Die Transzendentale Säule Der Singularität"; se non la pensate così, o avete sbagliato sito o semplicemente il Black Metal forse rappresenta per voi una passione "passeggera". In quest'ultimo caso, non preoccupatevi: passerà e non sentiremo la vostra mancanza.
A distanza di diversi anni, è facile notare come l'impatto di questo lavoro si faccia sempre più evidente: la sua atmosfera straziante, il suo incedere quasi sferragliante, il sound ripetitivo e terribilmente emozionante hanno letteralmente segnato un epoca e sono stati presi a esempio (nel migliore dei casi) da tantissimi (troppi?) musicisti.
"Filosofem" è stato inoltre tra quei dischi in grado di aprire la strada ad alcune tra le più interessanti contaminazioni future del Black Metal: l'integrazione con le sonorità Ambient, il senso di oppressione dato dalla voluta ripetitività dei brani, quella propensione a creare una sorta di "trance" nell'ascoltatore hanno incanalato tanti progetti ad aprirsi verso sperimentazioni più o meno riuscite; tutte con lo scopo di tradurre odio e disperazione in musica.
Ecco il valore aggiunto di questo album: oltre alle magnifiche tracce proposte, ha saputo dare nuova linfa al genere, ha saputo creare un mondo al di là delle note, ha permesso di generare sensazioni così profonde da risultare quasi tangibili sulla propria pelle. Sensazioni negative, drammatiche, senza speranza. Ecco perchè diciamo grazie e andiamo avanti, perchè -e vi assicuro che non è demagogia- mode e tendenze passeranno, ma certe cose sono davvero per sempre.
autore: IntoTheBlack
CREW'S TOMBSTONES
Ceska Zurivost
[...] Probabilmente il lavoro più famoso di Varg Vikernes, e quello che in un certo qual modo ha dato il via al proliferare del fenomeno musicale depressoide che da qualche tempo infesta la scena. A parte questo, il livello di spessore musicale e alienazione mentale contenuti in "Filosofem" lo rendono uno dei capolavori massimi della musica oscura e\o estrema, toccando vette estreme che difficilmente ho riassaporato tra la miriade di lavori usciti successivamente a questo album maledetto. Una viaggio allucinante, estremamente toccante e lacerante al tempo stesso. Totale [...]
Destroyer
[...] Quello che "Filosofem" riesce a creare nella mente di chi lo ascolta è difficile da descrivere. Raramente un musicista è riuscito a trasformare in note sensazioni, visioni e pensieri così malsani. Si rimane sbigottiti ad ogni ascolto, ancora a 14 anni di distanza dal giorno in cui uscì [...]
KarmaKosmiK
[...] Che dire su "Filosofem" che non risulti ne banale ne la classica lode? Se "Burzum" rappresentava la parte più grezza e primitiva del black metal, "Filosofem" proiettava questo (all'epoca) nuovo genere musicale in un futuro fatto di desolazione psichica e di gelide basi musicale ipnotiche. In poche parole, il depressive è nato da qui [...]
Horn
[...] L'ultimo capitolo metal del conte prima dell'arrivo di "Belus" di quest'anno è "Filosofem", album che riprende il discorso interrotto col precedente album, quantomeno come ripetitività ed ossessività. In realtà è presente in questo disco una differenza sostanziale rispetto alle precedenti release; le vocals di Varg. Non più urla sguaiate stile "castrazione", ma più "standard" (concedetemi il termine) per il genere anche se ottime e perfettamente amalgamate alla musica. Musica desolante, implacabile e che, come sempre, colpisce nel profondo straziando l'anima. Il muro sonoro eretto delle chitarre è spaventoso ed impenetrabile, quasi soffocante ed è un dogma ormai imprescindibile. E' l'ultimo capolavoro con il logo Burzum e per qualcuno il migliore in assoluto dell'artista norvegese [...]