E' passata più di una decade dall'ultimo full length di Vikernes, secondo lavoro interamente Ambient dopo il primo "Dauði Baldrs". A distanza di anni risulta palese l'influenza che questi lavori (insieme alle altre tracce strumentali sparse negli albums precedenti) hanno avuto sulla scena Black metal e non solo, con un proliferare di progetti Ambient/Black metal che hanno accolto più o meno bene l’eredità lasciata dalla musicista norvegese.
Ritengo che sia molto più utile concentrarsi sulla sostanza di "Hliðskjálf"piuttosto che sulle vicende personali dell’artista dal momento che su Varg si è scritto (e si continua a scrivere) di tutto e di più.
L'album, basato liricamente sulla mitologia scandinava (a partire dal titolo che significa il "Trono di Odino"), è composto prevalentemente da linee melodiche minimali che si adattano perfettamente alla tematica trattata in ogni singolo brano, assumendo così definite sfaccettature emotive. La traccia d’apertura, "Tuistos Herz", è uno dei momenti migliori dell'album, pervasa da profonda inquietudine mista ad un senso di solennità in grado di aprire vasti scenari. La capacità evocativa è uno dei punti di forti di questo lavoro in cui il Conte, attraverso melodie "apparentemente" semplici riesce a catturarci totalmente e a proiettarci in un’atavica realtà fuori dal tempo. "Der Tod Wuotans" narra della morte di Odino per mano del lupo Fenrir: nell'incipit è palpabile lo sgomento e l'angoscia di fronte ad un evento tanto tragico e inaspettato con tutte le sue drammatiche conseguenze. Eppure nel suo progredire, le note perdono i toni dolorosi degli inizi per suggerire il ritorno alla vita che segue ad ogni distruzione attraverso sonorità più eteree e soffuse. “Ansuzgardaraiwô” è dotata di un’anima nottura e nebbiosa basata su ritmi ripetitivi dall’ascendenza sciamanica per la loro carica ipnotica e concitata; “Die Liebe Neptus” si muove su lidi “medievaleggianti” e folkloristici. “Frijôs Einsames Trauern“ e "Frijôs Goldene Tränen", unite dallo stesso background lirico, sono le tracce più semplici e minimali del lavoro ma non per questo incapaci di emozionare, come gli acuti pungenti e dolorosi di “Frijôs Goldene Tränen” e le melodie commoventi e delicate che accomunano entrambi i pezzi insieme ad un’angoscia e struggimento contenuti a fatica.
"Hliðskjálf" rappresenta un alto esempio di Dark Ambient per la sottoscritta anche se la mancanza delle sonorità Black metal si fanno in parte sentire alla luce dei capolavori rilasciati negli anni precedenti. Come per tutta la produzione di Vikernes, è tangibile l'estrema passione nutrita verso la storia e le tradizioni del proprio paese, trasposta magistralmente in otto episodi che non tarderanno ad emozionare.
autore: Nivehlein
CREW'S TOMBSTONES
Ceska Zurivost
[...] La qualità nettamente superiore dei pezzi contenuti in questo secondo album "ambient", rispetto al suo predecessore, mostra ancora più nettamente come ci voleva veramente poco per tirare fuori qualcosa di decente che potesse essere all'altezza del nome Burzum in copertina. Nonostante tutto, siamo ancora a livelli bassi e sempliciotti, salvo alcuni momenti atmosferici più corposi. Una copertina bellissima sfortunatamente non supportata da musica della stessa carataura [...]
Destroyer
[...] A quanto pare il precedente lavoro ha fruttato al conte una tastierina meno indecente in carcere. Secondo volume del trattato "Speculare Oggi" [...]